Caso Racing Point, la Red Bull non si schiera: ecco perché

Red Bull - Foto emperornie CC-BY-2.0 Red Bull - Foto emperornie CC-BY-2.0

Il caso Racing Point denominato ‘Copygate’ fa discutere e non poco ma non tutte le scuderie hanno alzato il dito di fronte alla decisione della Fia di punire il team con 15 punti di penalizzazione e un’ammenda da 400.000 euro. Sul caso, infatti, è assordante il silenzio di Red Bull, e dunque di Alpha Tauri, che ha preferito non schierarsi né sul fronte Mercedes-Racing Point né su quello capitanato da Ferrari, Renault e McLaren. La scuderia di Milton Keynes ha infatti confermato attraverso il proprio advisor, Helmut Marko, che da parte loro non vi sarà alcun appello contro la decisione della Federazione.

Perché Red Bull si tira fuori dalla lotta? Semplice, per attendere la decisione e adeguarsi. Anzi, la scuderia di Milton Keynes preferirebbe non affrontare alcuna variazione rispetto a quanto decretato dalla Federazione. Dopo aver preso coscienza della decisione della Fia prima sul Das e poi sui brake ducts copiati da Racing Point, Red Bull starebbe spingendo per adottare le stesse misure sull’Alpha Tauri, team satellite, in vista della stagione 2021. L’esito dell’appello, dunque, influenzerà direttamente anche il progetto tecnico e sportivo di una Red Bull silente e pronta ad agire di conseguenza.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.