Carlos Sainz e il sogno Ferrari sulle orme di Fernando Alonso

Carlos Sainz - Foto Instagram

Arrivare alla Ferrari significa esaudire il sogno nel cassetto di ogni pilota di Formula 1. E non importa in quale momento e con quale obiettivo. Nel corso del 2020 si è discusso tanto del cambio di rotta in casa Ferrari con l’addio al quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel e l’approdo del promettente Carlos Sainz. Ma ancor più della scelta della scuderia di Maranello, è stata messa in discussione la decisione dello spagnolo di lasciare il progetto McLaren per sposare la causa della Rossa. Certo, il momento storico non è uno dei migliori: ma come si può contestare la scelta di correre per il Cavallino?

La Ferrari non è quella dei tempi d’oro e questo è sotto gli occhi di tutti. Poco competitiva e reduce da soli tre podi nell’ultimo campionato, la Rossa si affaccerà al 2021 con tante perplessità in una stagione di transizione prima della rivoluzione del regolamento tecnico. Poche varianti, dunque, potranno mischiare le carte in tavola rispetto a ciò che si è visto nel 2020. Il motore dovrebbe tornare a livelli competitivi ma ciò potrebbe non bastare per competere contro una Mercedes irraggiungibile e una Red Bull sempre più in crescita. Ma la Rossa, dalla sua, ha il futuro tra le mani.

La Ferrari Driver Academy continua a produrre grandi talenti e la linea verde funziona egregiamente. Charles Leclerc con poche gare è riuscito a sconfiggere Vettel nel confronto interno e Sainz arriverà alla Rossa dopo due campionati fantastici in forza alla McLaren. Anche lo spagnolo, pur con un’esperienza ben più ampia del monegasco, può esser considerato “giovane”. Classe 1994, Sainz con la Ferrari comincerà la settima stagione in Formula 1. Fin dal suo esordio nel 2015 al fianco di uno scalpitante Max Verstappen è stato considerato il nuovo Fernando Alonso. Il futuro della Spagna del motorsport, considerando anche la sua famiglia con il padre divenuto negli anni una leggenda della Dakar. Il nome è di quelli pesanti ma Carlos non ha paura. E non ne ha avuta nemmeno a cavallo tra il 2017 e il 2018 quando la sua carriera nella classe regina sembrava esser arrivata al capolinea.

Sainz per anni è stato considerato un potenziale pilota Red Bull, chiuso però dal duo Verstappen-Ricciardo. Una volta consolidata la coppia, la scuderia austriaca decise di lasciarlo in prestito alla Renault con risultati non troppo entusiasmanti. Con la scuderia francese, infatti, Sainz rischiò di trovarsi ai margini della F1 prima di trovare (quasi a sorpresa) un sedile in McLaren. A lasciarglielo fu proprio Alonso, motivato a cimentarsi in altre specialità del motorsport per elevarsi a leggenda. L’eredità lasciata da Nando è stata presa con grande forza da Carlos che nel 2019 e nel 2020 alla McLaren è riuscito a chiudere il campionato in sesta posizione in entrambe le occasioni. Spesso considerato “il migliore degli altri”, al di fuori dei top team, ora Sainz proverà il salto di qualità definitivo alla Rossa. Leclerc al suo fianco, il Cavallino sul petto: la Ferrari è un’occasione e non una perdita di tempo o una scelta errata. Soprattutto in questo momento dove l’unica strada da percorrere è la risalita verso i vertici.

L’autore: /

Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.