A Montecarlo domina la Ferrari, Leclerc altra pole pazzesca. Ora demolire la maledizione

Charles Leclerc Charles Leclerc - Foto LiveMedia/Antonin Vincent / Dppi/DPP

Uno-due Ferrari, ormai è un mantra. E si ripete anche nel sabato di qualifiche a Montecarlo, dove è ancora la Ferrari a piazzare l’acuto decisivo per scattare dalla pole position con il solito Charles Leclerc (quinta su sette in stagione, seconda di fila sulla sua pista di casa) e per monopolizzare la prima fila con un reattivo Carlos Sainz che quando c’è da interagire con tratti guidati sa fare la differenza. Ed è uno smacco pesante per la Red Bull, che sbatte contro l’amara realtà di essere più lenta del diretto competitor e sbatte poi sul serio con Perez, che in un sol colpo rovina il suo giro, danneggia pure Sainz e fa un favore a Leclerc – la cui pole non sembrava comunque in discussione – visto che Max Verstappen, che si stava migliorando, è costretto ad alzare il piede in un marasma finale in cui persino Alonso va contro le barriere del circuito cittadino del Principato.

E dal caos, c’è una certezza. Che Leclerc sa come fare la pole, che a inizio stagione sapeva anche come convertirle in vittoria. E che finalmente può tornare a farlo su una pista in cui sorpassare di fatto è impossibile e dove prendersi un rischio in più del normale può costare il ritiro. Ne sa qualcosa il monegasco, che nel circuito di casa vive da sempre un’incredibile maledizione. Piccola cronistoria: nel 2017 in F2 con la Dallara ebbe un problema e fu costretto al ritiro, nel 2018 da rookie in F1 cerca la zona punti ma si rompono i freni e deve ritirarsi. Nel 2019 all’esordio in Ferrari,  ma gli ingegneri sbagliano la strategia ed è solo sedicesimo in qualifica, distruggendo poi la macchina in gara nel tentativo di rimonta. L’anno scorso, poi, l’apoteosi: Leclerc trova la pole position ma al contempo danneggia la sua Ferrari andando a muro. Il team decide di prendersi un rischio non sostituendo il cambio, il giorno dopo pochi minuti prima della gara il classe 1997 scopre di non poter gareggiare.

Quest’anno, però, le cose sono cambiate. La Ferrari è la macchina da battere quasi su ogni pista, e se nelle ultime uscite un po’ di errori e sfortuna hanno fatto sì che si lasciassero punti importanti per strada, stavolta a Monaco la sensazione è che si possa tornare a festeggiare il Cavallino. Red Bull, ovviamente, permettendo: gli austriaci sanno sempre come inventarsi qualcosa, e sanno canalizzare bene la fortuna.