Superfights, Mattia Faraoni costretto a ritirarsi: “Possibile problema cardiovascolare”

Mattia Faraoni Mattia Faraoni - Foto LiveMedia/SportReporter/Domenico Cippitelli

Mattia Faraoni è costretto a ritirarsi dal match contro Charles Joyner dopo una visita medica in nottata. La stella principale di Superfights Tsunami, in programma al PalaPellicone di Ostia, ha dato forfait all’ultimo minuto e non affronterà l’australiano per il Mondiale ISKA di kickboxing della categoria -88.4 kg.

Lo ha comunicato lui stesso: “Non devo piangere. Purtroppo non combatto, è la prima volta che mi succede, è una cosa che è andata oltre la mia scelta. Vi leggo il referto del pronto soccorso di questa notte: ‘Il paziente riferisce di dover affrontare incontro di pugilato (è kickboxing ndr), nel pieno possesso delle facoltà mentali rifiuta il ricovero. Si informa della possibilità che possa avere patologie cardiovascolari acute con rischio di morte’. Il tutto è nato questa notte, avevo un dolore lancinante allo stomaco, ho deciso di andare all’ospedale. La gravità della situazione è questa, ho ascoltato il team medico e giustamente anche loro mi hanno fermato. Ho un enzima alto, devo fare dei controlli. Doveva essere il giorno più bello ma è diventato un incubo. Avrei combattuto con una sola gamba, ma i medici mi hanno fermato”. Presente sul ring anche Joyner che ha abbracciato Faraoni.

Mattia Faraoni era reduce dalla vittoria prima del limite contro il tedesco Feger. Aveva definito “un sogno” la possibilità di combattere per il titolo del mondo. Sogno questo momento da quando sono bambino. Darò tutto me stesso, statene certi”, le sue dichiarazioni alla cerimonia del peso di fronte al Colosseo. Ora da valutare il futuro di Faraoni che, ricordiamo, lo scorso anno vinse la cintura (ora vacante) italiana dei massimi leggeri nel pugilato. Possibile nuovo appuntamento sempre con Joyner.

L’autore: /

Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio