Ciclismo

Giro d’Italia 2018: Dumoulin si avvicina a Yates, lotta a due fino a Roma?

Tom Dumoulin - Foto Laurie Beylier - CC-BY-SA-2.0

Doveva cambiare tutto, ma qualche certezza è riuscita a resistere dopo l’attesissima cronometro Trento-Rovereto, sedicesima tappa del Giro d’Italia 2018. Poco più di trentaquattro chilometri contro il tempo che hanno ridisegnato la classifica generale, ampliando alcuni distacchi. Simon Yates però resiste anche alla prova del nove e resta in maglia rosa: il britannico concede a Tom Dumoulin 1’15”, mantenendo così 56 secondi di margine rispetto all’olandese campione in carica. Una perdita che rappresenta l’ennesima vittoria di Yates in questo Giro, visto che per molti oggi il 25enne della Mitchelton Scott avrebbe potuto seriamente rischiare di perdere la leadership. E invece Simon si conferma in formissima, mentre Dumoulin chiude al terzo posto di giornata e delude parzialmente le aspettative. Forse le fatiche di Zoncolan e Sappada hanno influito sulla prova del campione del mondo in carica, oggi maestoso in maglia iridata.

TURBO ROHAN – La vittoria di tappa va a un altro specialista quale Rohan Dennis. L’australiano della BMC, beffato proprio da Dumoulin a Gerusalemme e in maglia rosa per diversi giorni della prima settimana, mette a segno una prova praticamente perfetta a oltre 51 km/h di media che gli consente di risalire dall’undicesimo al sesto posto della generale. Il trittico alpino ormai alle porte rappresenta un ostacolo importante per chi si affaccia adesso ai grandi giri con velleità di classifica, ma salite come Prato Nevoso e Cervinia potrebbero essere più congeniali a Dennis; l’obiettivo della top-10 è alla portata. Sul podio di giornata insieme a lui e Dumoulin anche quel Tony Martin, autentico fenomeno delle prove contro il tempo e ancora capace di grandi cose anche a 33 anni.

FROOME, RISALITA IN OMBRA – Probabilmente il miglior Chris Froome avrebbe ottenuto ben altro risultato, ma il britannico del Team Sky chiude quinto a 35″ da Dennis. Un risultato che comunque permette al Re del Tour di risalire al quarto posto. Yates rimane lontano a 3’50”, ma il podio è distante meno di 40 secondi. Non resta quindi che attendere le Alpi, per capire se Froome cercherà in qualche modo di far saltare il banco. Una situazione tattica che potrebbe accomunarlo a Miguel Angel Lopez: il colombiano dell’Astana si conferma in difficoltà a cronometro ed è adesso settimo a oltre cinque minuti e mezzo. Gli attacchi dalla distanza sembrano essere l’unica alternativa per cercare ancora un podio che adesso è più un miraggio.

PINOT IN CRISI, SORPRESA ARU – Il grande sconfitto di giornata non può che essere Thibaut Pinot. Il francese della FDJ perde infatti oltre tre minuti da Dennis e scende così al quinto posto della generale perdendo quasi un minuto da Domenico Pozzovivo, che rafforza così il suo terzo posto (Froome permettendo). Il transalpino adesso dovrà attaccare sulle Alpi, sempre che la condizione glielo consenta. Sorpresa dopo il giorno di riposo e la crisi di Sappada invece da Fabio Aru: il cavaliere dei quattro mori, ormai fuori classifica, chiude sesto a 37″ per poi ricevere una penalità di 20 secondi a causa di una scia prolungata di un’auto durante la sua prova. Segnali incoraggianti comunque per il sardo, atteso a una prova d’orgoglio nei tapponi alpini per cercare quantomeno un successo di tappa. In casa Italia merita una menzione anche Davide Formolo: il bergamasco della Bora Hansgrohe chiude 22° la cronometro a 1’44” da Dennis e continua la lenta risalita in classifica. “Roccia” adesso è sedicesimo e senza quei cinque minuti persi sull’Etna sarebbe lì a giocarsi la top-5. Un piazzamento nelle prime dieci posizioni è comunque ancora possibile.

DAI LAGHI ALLE MONTAGNE – Ormai ci siamo, lo sprint finale sta per essere lanciato. Prima però un bel bicchiere di Franciacorta, eccellenza vinicola a cui è dedicata la diciassettesima tappa da Riva del Garda a Iseo. In programma 155 km tra i due laghi del nord Italia, con un finale in circuito molto insidioso: sulla carta i velocisti potrebbero avere la meglio, ma la stanchezza in gruppo è tanta e serviranno squadre vogliose di controllare la fuga e il finale di tappa. Sarà l’ultima giornata “tranquilla” prima del tris di frazioni alpine che decideranno tutto e che potrebbero regalare ancora tanto spettacolo.

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