Serie A, Miccichè: “Il calcio italiano può tornare grande, ma serve cambiare approccio”

Ghirelli, Miccichè, Balata FOTO LEGA PRO

“Il calcio italiano ha tutto per tornare agli antichi fasti ma serve cambiare approccio”. Su Sky Classica, nel corso della trasmissione Va Pensiero, l’ex presidente della Lega Serie A Gaetano Miccichè, che ha rassegnato le dimissioni a novembre scorso, ha parlato della sua avventura alla guida della Lega e delle possibilità che il calcio italiano ha di riformarsi per tornare ad avere un appeal importante: “Sono un grande appassionato di tutti gli sport. Quando Malagò mi disse che c’era il ruolo di presidente di Lega ‘libero’ e che aveva pensato che potessi svolgerlo bene, lo feci con entusiasmo. La Lega di A è un concentrato di venti aziende, ma abbiamo società come Juve e Inter che rappresentano grandi città, grandi storie sportive, grandi stadi, grandi aspettative, e altre che sono piccole realtà di provincia, magari appena arrivate in serie A, con ben altro approccio. E tutti hanno gli stessi diritti, il voto di una vale il voto dell’altra”.

Il dirigente palermitano ha sottolineato quale secondo lui è il vero problema all’interno della Lega Serie A: “La scarsa attitudine alla delega. Avevano nominato un presidente, un consiglio di Lega, ma vivevano di assemblee. Prima del mio arrivo c’erano 7-8 consigli di Lega e 50 assemblee all’anno… Ma c’è un potenziale straordinario che potrebbe favorire la realizzazione di impianti sportivi nuovi, miglioramenti, investimenti verso le serie inferiori. Il mondo del calcio vive grazie ai proventi della serie A”.