Serie A, il rush finale si infiamma: Juve al Cuadrado, Bonucci illude Sarri

Leonardo Bonucci Leonardo Bonucci - Foto Antonio Fraioli

Cataldi firma una magia contro la Lazio e chiede scusa, Bonucci batte Buffon di testa ed esplode di gioia. Leonardo ha avuto il fegato di ‘sciacquare la bocca’ agli ex tifosi che avevano iniziato ad apprezzare quel gesto ormai marchio di fabbrica del difensore della Nazionale. E’ l’immagine più eclatante di questa trentesima giornata di campionato all’insegna di gol degli ex, cartellini rossi e distrazioni europee. Al Dall’Ara la Roma che approccia i primi minuti del lunch match contro il Bologna è una squadra concentrata, attenta e la trasferta del Camp Nou sembra quasi riuscire nell’impresa di cadere in secondo piano. Al 17′ la svolta. Radja Nainggolan si accascia, chiede il cambio e la magia svanisce: l’attenzione degli undici giallorossi attraversa il Mediterraneo e si posa in Catalogna dove il belga quasi sicuramente non ci sarà. Non è un caso che il vantaggio del Bologna arriverà un minuto dopo l’infortunio del centrocampista. Servirà Edin Dzeko per il pareggio e per dare peso a quel reparto offensivo molle a apatico che con Schick aveva fatto vedere il peggio di sé. Un passo falso che dà forza a Lazio e Inter alle prese con due sfide casalinghe contro Benevento e Verona. E se la resistenza degli scaligeri è durata un minuto, quella dei sanniti è riuscita a resistere nonostante l’inferiorità numerica per un’ingenuità di Puggioni. E sono due ex a far sudare Inzaghi: prima Cataldi disegna una punizione da applausi, poi Lombardi propizia il gol di Guilherme. Ma è un vantaggio illusorio e destinato a crollare. La Lazio trova il pareggio con Caicedo e poi dilaga con Immobile, De Vrij, Lucas Leiva e Luis Alberto. Il miglior attacco stagionale coincide anche con la peggior difesa delle prime otto posizioni, ma sembra che per i primi quattro posti possa bastare. Non ha questi problemi l’Inter che non subisce gol da quattro giornate di campionato. Mercoledì c’è il derby e Miranda-Skriniar saranno messi alla prova da Cutrone (O Kalinic?) in un derby attesissimo. Tra rimborsi biglietti, murales imbrattati e polemica sulle date, quasi ci si è dimenticati che questa stracittadina bisognerà anche giocarla. Ma sarà uno spettacolo con due squadre in piena lotta per un posto nei piani alti in un San Siro che sarà vestito per le grandi occasioni.

Finì tra polemiche arbitrali e baci di maglia provocatori Juventus-Milan della scorsa stagione. La sconfitta rischia di spegnere il sogno quarto posto per Gattuso. Male Donnarumma su Dybala in occasione del vantaggio bianconero, ma a scacciare provvisoriamente i fantasmi ci ha pensato Leonardo Bonucci con un colpo di testa in anticipo sull’amico Barzagli e letale per Buffon. Poi la doccia fredda sotto forma di un colpo di testa preciso e potente di Cuadrado, al ritorno in campo e con una candidatura pesante in vista dei prossimi impegni. Ci ha pensato Khedira infine a chiudere i giochi. Ma la vittoria porta anche il nome Douglas Costa, uomo più in forma del girone di ritorno e capace di cambiare il volto della partita. Una vittoria Scudetto? I quattro punti sul Napoli sono tanti ma in otto giornate può succedere di tutto. Il Milan si lecca le ferite con la consapevolezza di non aver sfigurato ma l’Allianz resta tabù. Non è bastata la scossa degli 8.000 al Napoli in un Mapei Stadium a formato San Paolo. Erano tanti, tantissimi i partenopei in trasferta ma il Napoli contro il Sassuolo è apparso distratto e poco lucido. La doccia fredda del gol di Politano, partenopeo mancato a gennaio, ha piegato le gambe degli uomini di Sarri. Poi l’autogol di Rogerio e la traversa di Milik, ma per lo Scudetto non basta. E la lotta salvezza? Il nervosismo fa da padrone e i tabellini lo confermano: quattro espulsioni, un rosso a testa per Crotone, Spal, Verona e Benevento. Oltre al Sassuolo, è proprio la squadra di Semplici a sorridere con una forza d’animo che permette a Paloschi e compagni di acciuffare il pareggio nonostante un rigore inesistente assegnato al Genoa. Dalla salvezza allo Scudetto passando per la Champions: il futuro si gioca in otto giornate di fuoco.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio