Serie A, 24ᵃ giornata: le pagelle di Lazio-Milan 1-1

Lucas Biglia - Foto Antonio Fraioli

Il posticipo della 24ᵃ giornata di Serie A è amaro sia per la Lazio che per il Milan: il gol di Biglia – su calcio di rigore –  aveva illuso i biancocelesti, ma a riportarli sulla Terra ci ha pensato Suso con un sinistro chirurgico a a 5 minuti dalla fine. Dopo le vittorie di Inter e Atalanta serviva una risposta da parte di entrambe le formazioni impegnate sul terreno dell’Olimpico: e occasioni sprecate e un super Donnarumma spengono le velleità laziali che adesso si ritrovano sesti in classifica, con soli tre punti di vantaggio sul Milan. Per i rossoneri, invece, un’altra partita risolta in extremis: a Bologna ci aveva pensato Pasalic, all’Olimpico l’eroe di giornata è stato Suso. Alla fine è 1-1, un pareggio che non accontenta nessuno.

LAZIO

Strakosha 6
Marchetti si fa male durante il riscaldamento, pronti e via per il giovane portiere albanese, chiamato nuovamente al ruolo di titolare. Sicuro nelle uscite, attento quando serve, nulla può sul gol del pareggio milanista.

Basta 6
Rischia di fare una frittata, regalando a Deulofeu un pallone sulla trequarti. Ma sa ben arginare Ocampos che gravita sulla sua fascia, pensa più a contenere che a spingere.

Hoedt 5.5
Al fianco di de Vrij acquisisce sempre più sicurezza. E’ attento, puntuale, chiude in calcio d’angolo con un ottimo intervento su Deulofeu. Sfiora pure il gol, solo davanti a Donnarumma, ma il portiere rossonero e la sfortuna gli negano la rete. Non è impeccabile nel chiudere su Suso, quando lo spagnolo va in rete.

De Vrij 6
Impeccabile, come al solito. Regala qualche anticipo decisivo sugli avanti rossoneri, tiene le redini della retroguardia. Forse sarebbe servita maggiore attenzione per evitare il gol dell’1-1 della squadra di Montella.

Radu 6
Il pericolo maggiore del Milan sono gli esterni, sulla corsia del romeno però Suso non ha vita facile. Anche lui, come Basta sul fronte opposto, si occupa maggiormente della fase difensiva, abdicando alla spinta sulla fascia sinistra. (Dall’86’ Patric s.v.)

Milinkovic-Savic 5.5
E’ l’uomo ovunque di questa squadra. Cattivo a centrocampo quando si tratta di far legna, recuperare palloni e fermare la manovra rossonera. Sagace negli inserimenti per farsi trovare pronto in area, offre pure ottimi palloni per i compagni. Perde lucidità alla distanza, eclissandosi a metà secondo tempo. Una leggerezza, un contrasto perso con Sosa, dà il via all’azione del pareggio rossonero.

Biglia 6.5
Ormai non sbaglia più dagli undici metri, sigla con freddezza il calcio di rigore che porta la Lazio sull’1-0. In cabina di regia smista palloni come se piovesse, prova la conclusione dalla distanza, ma dà anche una mano in fase di copertura. Si libera agilmente del pressing di Poli.

Parolo 6
Dopo i quattro gol rifilati al Pescara, si dedica a una gara decisamente meno offensiva. Non si vede granché, ma il lavoro del centrocampista in mediana è prezioso per bloccare il gioco del Milan. Tanta legna, ma stavolta pochi inserimenti a servire i compagni nella azioni d’attacco.

Felipe Anderson 7
Il malcapitato Vangioni, costretto a fronteggiarlo, non passa una bella serata. All’inizio è evanescente, poi diventa devastante sull’out destro: più passano i minuti e più entra in partita. Tenta la conclusione in diverse occasioni, sforna assist in quantità, fa la differenza quando dai suoi piedi parte il pallone che porta al calcio di rigore della Lazio. (Dall’86’ Lombardi s.v.).

Immobile 6
Fa arrabbiare quando cicca più di una chance davanti la porta nel corso del primo tempo, ma ha il merito di procurarsi il calcio di rigore che porta in vantaggio i biancocelesti. Nella ripresa si divora ancora il gol del raddoppio, soprattutto sbaglia una conclusione facile davanti a Donnarumma.

Keita 6.5
Sembrava destinato alla panchina, invece Inzaghi lo preferisce a Lulic per completare il tridente d’attacco. Aggira l’ostacolo Abate dalla sua parte, accentrandosi spesso e andando a prendersi il pallone sulla trequarti quando serve. Calcia spesso nello specchio della porta, è imprendibile sulla corsia mancina, tenta svariate volte la conclusione ma non ha troppa fortuna. Gli manca solo il gol. (Dal 64′ Lulic 6: ottimo l’impatto del bosniaco sulla partita, aiuta nel possesso palla e spesso si lancia in veloci ripartenze che danno il via all’azione laziale).

All.Inzaghi 5.5
Azzecca la formazione iniziale, preferendo Keita a Lulic: lo spagnolo è devastante. Forse pecca nelle scelte in corso d’opera, forse sarebbe servito un cambio per proteggere il risultato. Invece, dopo il gol subìto, inserisce inspiegabilmente Patric per Radu e Lombardi per un Felipe Anderson in palla. Questi sono tre punti persi per la Lazio.

MILAN

Donnarumma 7
Nella prima frazione compie due grandi parate su Biglia e su Hoedt, poi l’argentino lo beffa in occasione del rigore: l’estremo difensore rossonero aspetta fino all’ultimo, ma il tiro del capitano biancoceleste è troppo potente. Nella ripresa è ancora miracoloso su Immobile: se il Milan porta via un punto da Roma è soprattutto merito suo.

Abate 6
Keita lo mette in difficoltà in qualche occasione, soprattutto nel primo tempo il senegalese spinge parecchio sulla sua fascia. Con il passare del tempo il terzino rossonero comincia a prendere le misure, riuscendo anche a farsi vedere nell’area avversaria. Invoca il rigore nella ripresa; il contatto con il difensore laziale è al limite, ma la massima punizione sarebbe stata eccessiva.

Gomez 5
In campo per le assenze di Paletta e Romagnoli, ha sulla coscienza il fallo che permette alla Lazio di passare in vantaggio, il suo tocco sul piede di Immobile è decisivo e consente a Biglia di firmare la rete a primo tempo praticamente scaduto. L’attaccante napoletano è un cliente scomodo, lui si arrangia come può.

Zapata 6
Solo 3 presenze in Serie A per il colombiano quest’anno: Montella lo manda in campo per comandare la retroguardia rossonera, compito non semplice visto il potenziale offensivo che può vantare la Lazio. Il numero 17 si piazza in difesa e prova a tappare le falle con il mestiere, riuscendo a limitare i danni in più di una occasione.

Vangioni 5.5
Felipe Anderson è un cliente scomodo, l’argentino non ha certo il passo del brasiliano che quando lo punta lo mette in difficoltà. Nonostante una velocità nettamente inferiore, soprattutto nel primo tempo, l’esterno rossonero riesce a districarsi in un paio di occasioni, riuscendo a limitare in maniera egregia il biancoceleste: fino a poche partite fa era un oggetto misterioso, adesso i tifosi rossoneri si stanno accorgendo di lui.

Poli 5
Insieme a Locatelli e Pasalic forma la mediana rossonera, il suo compito dovrebbe essere quello di spezzare il ritmo biancoceleste. Non è in perfette condizioni fisiche, ma le assenze lo costringono a stringere i denti: il risultato non è quello sperato dall’allenatore milanista che a metà ripresa lo sostituisce. (Dal 77′ Mati Fernandez 5: pochi minuti per lui, giusto il tempo per prendere un’ammonizione per un fallo su Lulic.)

Locatelli 5.5
Montella gli affida le chiavi del centrocampo, la manovra rossonera è tutta nelle sue mani. Svolge il suo compito in maniera egregia, ma non riesce mai ad accelerare. Troppo compassato, così è difficile creare occasioni degne di nota. (Dal 53′ Sosa 6: entra ad inizio ripresa per cercare di aumentare i giri del motore rossonero, la missione gli riesce in parte. Si fa notare per un calcio di punizione parato bene da Strakosha e per il pallone strappato a Milinkovic-Savic che fa partire l’azione del pareggio rossonero)

Pasalic 5.5
Poteva essere dall’altra parte, qualche stagione fa il suo passaggio alla Lazio sembrava quasi fatto. Si piazza in mediana cercando di non far mancare il proprio apporto agli avanti rossoneri, ma il compito non è dei più semplici. Forse troppo timido; i mezzi tecnici non gli mancano, ma almeno stasera è mancato un pizzico di coraggio.

Suso 6.5
Lo spagnolo paga i tanti impegni, non è più lo stesso ammirato ad inizio stagione. Nonostante questo il suo sinistro continua ad illuminare il cammino rossonero: basta un suo tocco di giustezza per riagguantare una partita che sembrava persa e regalare ai rossoneri un pareggio in extremis che permette di alimentare ancora sogni europei.

Deulofeu 6
Montella gli chiede di giocare da falso nueve, lui, nonostante non sia il suo ruolo, esegue e nella prima frazione riesce anche a rendersi pericoloso in un paio di occasioni. Cala alla distanza.

Ocampos 5.5
Nel primo tempo ha l’occasione giusta per portare il Milan avanti: Basta perde una palla sanguinosa al limite dell’area, lui è bravo a rubarla, ma poi tira debolmente verso la porta difesa da Strakosha. Cerca di dare sostegno a Deulofeu, ma gli manca il guizzo decisivo. (Dal 63′ Lapadula 5.5: entra per aumentare il peso offensivo della squadra, ma non riesce mai a rendersi pericoloso. I compagni non lo assistono, lui galleggia sul filo del fuorigioco senza riuscire a trovare mai il guizzo giusto)

All.Montella 6
Le assenze riducono al minimo la possibilità di scelta, ma il tecnico rossonero riesce comunque a mettere in campo una formazione in grado di giocarsi il match contro i biancocelesti. Lo scontro diretto tra Lazio e Milan non ha vincitori, ma, al netto di squalifiche ed infortuni, per l’aeroplanino il pari è comunque un risultato positivo.

About the Author /

Giorgia Baldinacci nasce a Roma il 2 marzo 1989. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo. Giornalista sportiva, con la passione per il calcio e la ginnastica ritmica, speaker per Tmw Radio. Ha collaborato con il quotidiano Il Tempo, è stata redattrice del sito di informazione calcistica Lalaziosiamonoi.it e Lazionews.eu