Roma, Venditti esulta: “Ma mi dispiace non essere al Circo Massimo”

Antonello Venditti foto IlTex74

L’esultanza in pieno tour, non è il meglio. Ma per la Roma questo è altro per Antonello Venditti, presente a Tirana per la finale di Conference League vinta contro il Feyenoord: “Ieri purtroppo ho strillato, il problema è questo…“, ha detto sorridendo il cantautore. Intervenuto alla trasmissione radiofonica di Centro Suono Sport, Te la do io Tokyo, ha parlato di “vittoria sorprendete” da parte della Roma. In Albania, ha detto ancora il cantautore romano e romanista, “c’era il mondo Roma. C’erano polacchi della Roma, lituani…venivano da tutto il mondo. Oggi ho ricevuto messaggi da tutto il mondo, dal Canada, dal Brasile, dall’argentina. Tutti i fan si sono mossi, sanno quanto bene fa a me e a tutta la città. Quando la Roma vince c’è qualcosa di magico, anche Mourinho l’ha sentito”. La festa proseguirà oggi nella Capitale. Venditti non sarà presente fisicamente, dovrà raggiungere Jesolo dove sabato terrà un concerto: “Mi dispiace non essere al Circo Massimo oggi. Ringrazio la proprietà, ha fatto una cosa incredibile. C’erano tanti aerei, io ero con Rosella Sensi e Cristian Totti, Francesco era ospite della Uefa. C’erano quasi tutte famiglie dei giocatori e poi Vincent Candela, Aldair, Bruno Conti, Sebino Nela. È stato come ritornare ad essere amici”.

Da qui, i complimenti alla proprietà giallorossa, la famiglia Friedkin: Hanno ricreato quello per cui mi ero incazzato tanti anni fa, quando c’era una distonia tra noi, la squadra e società che ci rappresentava“. Tornando all’aereo che ha portato Venditti a Tirana, “c’era pure la figlia di Viola, c’erano generazioni di romanisti“. Venditti ha poi rivelato di aver compiuto una piccola trasgressione durante la partita. Nell’impianto albanese, infatti, era vietato fumare, ma lui ce l’ha comunque fatta: “Avevo tre pacchetti e 4 accendini, uno per un gol e uno per difenderlo”.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio