Roma, Pallotta: “Spero che Friedkin impari dai miei errori”

James Pallotta

Ho offerto all’acquirente sin dallo scorso autunno la mia totale disponibilità a collaborare. Sono pronto a dare consigli, in modo che Friedkin possa imparare dai miei errori per non ripeterli. E’ un fatto che nessuno può negare, perché ho pronunciato queste parole davanti a molti testimoni”. Queste le dichiarazioni di James Pallotta ai microfoni del Corriere dello Sport a due giorni dal closing della cessione della Roma al Friedkin Group. “Ho sempre pensato al bene della società. Voglio che la Roma abbia successo in futuro. Chiunque sia il proprietario“, ha chiarito l’imprenditore di Boston prima di soffermarsi sul tema della proprietà dello Stadio della Roma: “Se abbiamo utilizzato un’altra società invece che direttamente la Roma, se le due entità erano separate, è stato solo per problemi legali e finanziari. Non c’era una strategia. Dei ricavi avrebbe comunque beneficiato il club”. Infine Pallotta esclude di aver chiesto ai dirigenti della Roma di non avere contatti con Friedkin prima del closing: “State scherzando? Non potrei mai pretendere una cosa del genere. Anzi, posso dire che alcuni dei miei manager hanno parlato a Friedkin giusto pochi giorni fa“.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio