Razzismo, Koulibaly: “C’è una battaglia da condurre. Servono misure drastiche”

Kalidou Koulibaly Kalidou Koulibaly - Foto Antonio Fraioli

I razzisti sono imbecilli che non farebbero mai quelle grida se fossero di fronte a me ma si trovano in mezzo a una folla, sono anonimi, ed è difficile identificarli. C’è una vera battaglia da condurre. Altri paesi sono avanti, in Inghilterra, dove si gioca il campionato più seguito al mondo, i colpevoli vengono banditi a vita dagli stadi. Bisogna ispirarsi a misure drastiche“. Queste le dichiarazioni di Kalidou Koulibaly sul problema razzismo in Serie A. Il difensore partenopeo non è d’accordo con l’ipotesi di lasciare il calcio italiano per combattere il razzismo: Significherebbe dare ragione ai razzisti – spiega Koulibaly ai microfoni de l’Equipe – Sono loro che se ne devono andare. Noi dobbiamo restare, dimostrare che siamo sempre presenti“.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio