Perisic fa 250, Lautaro a quota 17. Inzaghi vince a Udine ma trema per Barella

Ivan Perisic Ivan Perisic - Foto Antonio Fraioli

L’Inter dimentica il pasticcio di Bologna e risponde al Milan con una bella vittoria sull’Udinese per 2-1. A tre dalla fine il margine è di due punti, con i rossoneri che hanno ancora un bonus pareggio in virtù degli scontri diretti a favore. Ma Inzaghi è chiaro: vincerle tutte per non fare calcoli. E la serie di quattro finali inizia col piede giusto, a Udine, contro una squadra che in settimana aveva battuto la Fiorentina 4-0 in casa sua. La sfida tre le due squadre che hanno mantenuto la media punti più alta in Serie A nel mese di aprile (Inter 2.4, Udinese 2.2) sorride ai nerazzurri che partono col piede giusto. Dopo 12′ l’Inter sblocca il risultato con lo stesso che l’ha sbloccata a Bologna: nel giorno della sua 250esima presenza nerazzurra Ivan Perisic si conferma uomo più in forma e stavolta sceglie il colpo di testa sul primo palo da corner per firmare l’1-0. L’Udinese, con la Fiorentina, diventa la vittima preferita dell’esterno croato a quota cinque gol. Stavolta però, a differenza del match del Dall’Ara, l’Inter trova il secondo gol. E lo fa prima del duplice fischio: merito di Dzeko che guadagna un rigore. Lautaro realizza solo in seconda battuta, dopo la deviazione del palo ma anche della mano di Silvestri che ‘sana’ la battuta e convalida il colpo di testa dell’argentino. Sono 17 in campionato per Lautaro, eguagliato il record personale di gol in Serie A della scorsa stagione.

L’Inter ha il colpo del ko ma lo spreca con Dzeko nel secondo tempo. E allora c’è spazio per la paura. L’Udinese ha il secondo miglior attacco del campionato nel quarto d’ora finale di partita (16 reti, meno solo dell’Atalanta, 18) ma contro i nerazzurri trovano il gol al 72′. Deulofeu impegna Handanovic su punizione, sulla ribattuta è Pussetto a ribadire in rete e a far vivere un quarto d’ora di sofferenza agli uomini di Inzaghi. Ma alla fine arriva la vittoria che tiene viva la corsa Scudetto. Ma anche una nota stonata. Nicolò Barella è costretto ad uscire per un infortunio al ginocchio: esce dolorante, zoppicando. Nelle prossime ore gli esami, Inzaghi incrocia le dita con tre punti in tasca.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio