Parma-Bologna 2-2, D’Aversa: “Recuperare una partita del genere era impensabile”

Stadio Ennio Tardini di Parma - Foto Verdi85 - CC-BY-SA-3.0

Recuperare una partita del genere era impensabile, bisogna fare i complimenti ai ragazzi che sono stati bravi. Sinceramente l’approccio non è stato dei migliori, purtroppo paghiamo delle disattenzioni come il gol preso su calcio d’angolo quando ieri abbiamo curato proprio la fase difensiva sulle palle inattive. I risultati sono venuti meno negli ultimi tempi, però a parte i primi tempi di oggi e con la Fiorentina la prestazione c’è stata sempre“. Lo ha detto l’allenatore del Parma Roberto D’Aversa al termine del pareggio in rimonta contro il Bologna arrivato grazie ai gol nel recupero di Kurtic e Inglese, tornato dopo cinque mesi di infortunio: “Le scelte iniziali sono state obbligate, si è scelto di far giocare chi stava bene. Abbiamo aspettato i tempi con Inglese – spiega il tecnico dei ducali ai microfoni di Sky Sport – dipendeva da quando si sentiva tranquillo dopo un periodo di inattività. Già l’anno scorso ha avuto un grave infortunio, stava a lui decidere quando si sentiva pronto“.

Con questo pareggio gli emiliani hanno messo fine a una striscia di quattro sconfitte consecutive: “Sicuramente è un’iniezione di fiducia, come l’anno scorso stiamo pagando gli infortunati. Non abbiamo avuto un centravanti di ruolo – ricorda D’Aversa – poi ci sono state alcune sconfitte in cui non meritavamo di perdere. Quando non c’è un centravanti si fa fatica, rispetto all’anno scorso abbiamo fatto bene. Non è un alibi, però è un ruolo molto importante“. L’obiettivo adesso è quello di far bene fino al termine del campionato: “Anche a me farebbe piacere vedere un finale di campionato buono. L’anno scorso nel finale avevamo rovinato tutto quando fatto di buono, ma salvarsi l’anno scorso è stato un miracolo, quest’anno ci deve servire d’insegnamento per chiudere bene e non fare lo stesso. Lavoreremo per cercare di far meglio, è la nostra ambizione. La società ci ha stimolato e la ringrazio“, conclude D’Aversa.

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