Milan-Roma, Pioli: “Sono soddisfatto. Non dobbiamo guardare la classifica”

Stefano Pioli - Foto Antonio Fraioli

Andrò a casa soddisfatto della prestazione, non è questo il momento di guardare la classifica. I giocatori non erano soddisfatti perché quando vai per tre volte in vantaggio ci sono dei rimpianti. L’occasione di Romagnoli alla fine testimonia che ci abbiamo creduto, la prestazione è stata di livello contro una squadra che sapevamo di non poter limitare del tutto”. Così Stefano Pioli dopo il 3-3 del Milan nel posticipo del lunedì contro la Roma. “A volte abbiamo forzato la giocata, in alcune scelte siamo stati poco lucidi. Bastava muovere la palla tra le linee e accompagnare con più giocatori – prosegue il tecnico rossonero a Sky Sport – Non dimentichiamo che la Roma l’anno scorso è arrivata davanti a noi e hanno tanti ottimi giocatori. Abbiamo la consapevolezza di essere sulla strada giusta”.

Tra i migliori in campo sicuramente Leao, autore di due assist. “In settimana ho parlato in modo chiaro con lui e sono molto contento della sua prestazione: parliamo di un ragazzo molto giovane, ma sta crescendo come Saelemaekers, Hauge ci darà soddisfazioni così come Brahim Diaz. È un bene aver alzato il livello di competitività in squadra – sottolinea – Tatarusanu? Gli errori fanno parte del calcio, è un portiere forte ed è al debutto”. La marcia di avvicinamento del Milan alla partita è iniziata con le positività in mattinata di Donnarumma e Hauge: “Siamo controllati, la società sta facendo il possibile per il protocollo – ricorda – In questo momento così difficile per tutti credo sia importante che si continui a giocare per dare un po’ di svago per un paio d’ore. Oggi la mancanza dei tifosi si è sentita, non è facile giocare ascoltando solo la mia voce”.

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia