L’orgoglio dell’Inter oltre la brutta prova, la Roma vola e lancia un segnale

Inter, Romelu Lukaku FOTO ANTONIO FRAIOLI

Se un segnale doveva essere mandato, Inter e Roma lo hanno fatto entrambe, seppur con modi e atteggiamenti diversi ma con destinatari comuni: le avversarie al vertice. La squadra di Antonio Conte vince 4-2, gioca male, subisce due gol dal Torino che però rende fede ancora una volta alla statistica negativa che vede i granata essere la squadra dei cinque maggiori campionati europei in corso ad aver perso più punti da situazione di vantaggio (14). Stavolta è successo di nuovo e a San Siro si è concretizzata una rimonta che se da un lato regala ossigeno ai nerazzurri, dall’altro rende ancor più precaria la panchina di Giampaolo. A sorridere alla fine è Conte che si gode i tre punti targati Sanchez, Lautaro e Lukaku (Doppietta) ma deve fare i conti con il segnale d’allarme lanciato ad opera del Torino che ha fatto per un tempo la partita senza Belotti (infortunio nel riscaldamento). Ma alla fine quel che conta è la classifica e l’Inter è perfettamente rientrata nel treno dopo due pareggi consecutivi. Ora c’è il Real Madrid e per vincere a San Siro contro gli uomini di Zidane servirà un’altra Inter sul piano di gioco ma la stessa squadra in termini di orgoglio e reazione.

Lo stesso orgoglio che è servito alla Roma non per ribaltare il risultato ma per far fronte alle numerose assenze dettate da Covid (Dzeko, Kumbulla, Fazio, Santon) e infortuni (Smalling oltre ai lungodegenti Zaniolo e Pastore). All’Olimpico la squadra di Fonseca gioca a memoria e batte il Parma per 3-0 grazie al primo gol in campionato di Borja Mayoral e alla doppietta di Mkhitaryan che continua a fare quel che vuole in campo dopo la tripletta al Genoa. Con Paulo Fonseca, la Roma ha siglato 117 gol in 59 partite ufficiali e l’unico allenatore nella storia della squadra giallorossa ad aver registrato più reti nelle prime 60 partite in tutte le competizioni è stato Herbert Burgess (142 tra il 1929 e il 1931). Non male e dopo il Cluj, ci sarà il Napoli. La Roma vuole farsi trovare pronta per sognare.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio