Lazio-Roma, Mourinho: “Vogliamo dare tutto e vincere. Pellegrini? Sensazioni negative”

Josè Mourinho - Foto Aleksandr Osipov - CC BY-SA 2.0

José Mourinho ha presentato Lazio-Roma ai microfoni dei giornalisti presenti in conferenza stampa, analizzando vari aspetti del focoso derby capitolino. L’allenatore portoghese, forte di una lunga esperienza con varie stracittadine rilevanti, ha gestito con maestria le proprie dichiarazioni, riferendosi al match con diligenza e pazienza, proponendo analisi lucide e talvolta approfondite. Dall’espulsione discutibile di Lorenzo Pellegrini a un messaggio di vicinanza per Nicola Zalewski, recentemente colpito dal decesso del padre. Di seguito le fasi salienti della conferenza stampa di Mourinho, divise per argomenti trattati.

STATISTICHE – “I numeri? Non li considero. Ho saputo delle mille panchine soltanto perché la stampa ne ha fatto riferimento. Ho assistito a più di 100 derby, sono tutte partite belle da giocare, che non preoccupano un allenatore; questo perché non bisogna motivare i giocatori. I calciatori sono concentrati al 100% sulla partita, preparazione semplice dunque. Giochiamo per vincere, sappiamo che dall’altro lato c’è una squadra che ha le nostre stesse ambizioni. Voglio l’atteggiamento di sempre, vogliamo vincere e quando non vinciamo, allora voglio che i miei giocatori escano dal campo avendo dato tutto”.

ROMA COME SFIDA – “La Roma è una sfida diversa dalle altre, senza dubbio una sfida particolare. Ho parlato con il direttore inizialmente e non abbiamo avuto alcun dubbio, sappiamo esattamente cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare. Ho avuto delle squadre in precedenza con alcuni dubbi, ma qui non esistono davvero. Non è la squadra più ‘difficile’ che ho allenato, ma è la sfida più difficile”. 

ZEMAN O GARCIA? – “Non ho un motto per questa partita speciale, rispetto sia Zeman che Garcia, ma non commento le loro parole. Non mi identifico con loro. Penso che sia più importante parlare poco e giocare tanto. Tutto ciò che si può dire prima della partita va al vento. Le parole sono di circostanza in questo caso, l’importante è far bene in campo, dal 1′”.

PELLEGRINI – “Pellegrini? Non è sostituibile, c’è solo un Pellegrini. Non è facile parlare di lui in queste circostanze. Questa partita contro la Lazio è iniziata al 90′ della sfida con l’Udinese, perché giocare con o senza Pellegrini è completamente diverso. Lui è importante per la leadership, sa svolgere molto bene il ruolo del capitano, ma lui non ci sarà. Chi gioca? Troveremo una soluzione, ma non vi dico chi giocherà, non commento”.

EMPATIA – “Naturalmente è importante che ci sia empatia, ma ancor più importante che non sia empatia artificiale: non deve andar via dopo una sconfitta. I tifosi meritano tutto da parte nostra, ma anche i ragazzi meritano tutto da loro. I tifosi dovrebbero dare ai ragazzi ciò che meritano, loro stanno rispettando la passione della tifoseria. La Roma giocherà il derby per la passione dei tifosi e questo si percepirà”. 

LAZIO INTER DEL 2010 – “Lazio-Inter del 2010? L’Inter ha vinto lì, così come ha vinto tante partite in quella stagione. Sono qui da pochi mesi, devo capire di più alcune dinamiche. Un qualcosa è sentire, l’altra è esser dentro e capire tutto. La rivalità è un qualcosa di positivo al 100%. Così come succede in portogallo con Porto e Benfica. Mi piace tanto giocare i derby, è un privilegio giocare una stracittadina e ne uscirò arricchito. Aldilà di cosa possa significare il derby, voglio che la mia squadra abbia più ambizioni rispetto a vincere un derby, non è l’unico obiettivo”.

ERRORI ARBITRALI – “L’espulsione di Pellegrini mi ha conferito sensazioni negative, ma non ha senso litigare con l’arbitro, si devono controllare le emozioni. Non devo essere io a cercare di litigare con gli altri professionisti: io rispetto tutti e gli altri mi rispettano. L’arbitro giovane ha fatto un errore, ma Rocchi saprà correggerlo al meglio”.

ZALEWSKI – “Per la famiglia di Zalewski è un momento difficile, siamo tutti con lui. Sarà una decisione sua se voglia o meno giocare, d’accordo con il suo modo di iniziare a convivere con un mondo nuovo, un mondo senza suo padre. Vorrei venisse con noi domani, ma vediamo ciò che deciderà”.