La reazione del Milan e il tabù della Roma. All’Olimpico trionfa Pioli

Stefano Pioli - Foto Antonio Fraioli

Il Milan è ancora vivo. La Roma pure ma con lo stesso tabù dei big match. All’Olimpico termina 2-1 per i rossoneri che meritano e portano a casa tre punti importanti. L’Inter ora è prima ma distante quattro punti e dopo le sconfitte nel derby, con lo Spezia e la brutta prova contro la Stella Rossa, gli uomini di Pioli sfoderano la grande prova caratteriale. Decisive le reti di Kessie su rigore e di Rebic. Minimo comune denominatore per la Roma la brutta prova nella costruzione da dietro che nel secondo tempo avrebbe potuto portare a molti più gol di marca rossonera. Ma nel match tra la squadra che ha guadagnato più punti in casa (30) in questa Serie A e quella che ne conquistati di più in trasferta (28), è quest’ultima a trionfare in virtù di una prova più determinata e solida. La Roma sbaglia tanto, soprattutto nei primi 10′ quando ai rossoneri vengono annullati due gol per fuorigioco millimetrico. Subito dopo ci si mette Ibrahimovic a sprecare l’ennesimo regalo della difesa (e il primo di due di Pau Lopez) con un colpo di tacco impreciso. La Roma alla lunga viene fuori e normalizza la partita. E nel momento più equilibrato del match, il Milan sblocca la partita con un episodio. Contatto di Fazio su Calabria, arbitro al var e quindicesimo rigore stagionale per il Milan. Nella ripresa la Roma reagisce e lo fa col decimo gol in campionato di Jordan Veretout, l’unico leader tecnico con Mancini a sembrare nel vivo del gioco. Ma gli errori non mancano. Al 58′ Pau Lopez sbaglia il rinvio, Saelemaekers verticalizza e Rebic fa 2-1. L’ultima mezz’ora di gioco è all’insegna delle polemiche: all’80’ Mkhitaryan ruba palla a Theo Hernandez e viene steso ma per Guida non c’è rigore.

Tante indicazioni per Pioli che esclude Romagnoli e dà fiducia a Tomori: “Mi aspettavo una bella prova da lui, ha dimostrato di saper giocare con personalità”, ha detto il tecnico nel post partita. E in effetti la prova di Tomori è superlativa: due recuperi decisivi (su Veretour e Pellegrini), tante chiusure importanti e pulizia in fase di impostazione. Romagnoli si accomoda in panchina e vede gli Europei a rischio. A differenza di Calabria che torna a spadroneggiare sulla fascia e soffre meno del previsto un Spinazzola arrembante. Delude Ibrahimovic, che va verso Sanremo a secco di gol nelle ultime tre partite come gli era capitato solo a luglio 2020. Tante delusioni per Fonseca. I leader tecnici (Mkhitaryan e Pellegrini non incidono), Pau Lopez sbaglia tanto come Fazio. La nota positiva è Veretout, il primo centrocampista francese in doppia cifra di gol in una singola stagione nei top campionati europei dal 2018/19. 

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio