Juventus a piccoli passi e fragile in difesa, l’Inter può riaprire lo scudetto?

Juventus, Matthijs De Ligt - FOTO ANTONIO FRAIOLI

E’ la Juventus dei piccoli passi e dei grandi problemi anche a Reggio Emilia. I bianconeri concedono altri tre gol ed evitano ancora una volta la sconfitta, ma il 3-3 contro il Sassuolo non può far stare tranquilli. Se è vero che i neroverdi sono una squadra in gran forma e capace di mettere in difficoltà qualsiasi avversaria, va detto che adesso a questa squadra, oltre che un gioco riconoscibile e duraturo (ma questo capita da un anno), manca anche la vittoria. Tre partite di fila senza i tre punti, prima la sconfitta contro il Milan, poi i due pareggi contro Atalanta e Sassuolo che, per il momento, non compromettono nulla in classifica. Lo scudetto, il minimo sindacale, non deve e non può sfuggire, ma poi ci sarà la Champions a indirizzare in senso positivo o negativo il bilancio stagionale. L’Inter ha ora la grande occasione di riaprire il discorso e portarsi a meno sei: difficile dire se potrà bastare per mettere pressione alla Vecchia Signora. Ma ecco che adesso arriva la Lazio allo Stadium, e per chiudere ogni discorso la squadra di Sarri – sempre sulla graticola – non può che vincere e convincere, come non fa da due settimane.

E proprio i biancocelesti perdono l’ennesima occasione di riavvicinarsi alla vetta dopo essersi allontanati per colpe e sfortuna nel post lockdown. Il pareggio di Udine è la fotografia perfetta del momento che sta vivendo la squadra di Inzaghi: la panchina è cortissima e i cinque cambi di fatto non servono alla squadra visto che le riserve non sono all’altezza e non possono nascondere il momento negativo che stanno vivendo i titolari (vedi Immobile) che sembrano aver smarrito la vena. In ogni caso, questa Lazio a meno otto dalla Juventus farà visita ai bianconeri con l’opportunità di dare una scossa e portarsi a meno cinque, anche solo per regalarsi un finale diverso. Anche perché, sarebbero proprio i tre punti che servono ai biancocelesti per certificare la matematica qualificazione in Champions che manca da tredici anni: quello che a inizio anno era un sogno più che un imperativo categorico e che nel frattempo è diventato l’obiettivo minimo.