Inter, Thohir: “Avevo grandi obiettivi, ma qualcosa è andato storto”

di - 19 agosto 2018
Erik Thohir - Foto US Embassy, Jakarta - CC-BY-ND-2.0

Erick Thohir è arrivato a Milano nell’estate del 2013, senza enormi promesse ma ponendo tanti obiettivi importanti. Gli ostacoli, però, sono stati tanti, e con il tycoon indonesiano alla guida non sono mai arrivati i risultati sperati. In un’intervista a Lapresse, il presidente dell’Inter ha spiegato come sono andate le cose e come mai ha venduto a Suning le quote di maggioranza della società.

“Il business è business – spiega Thohir -, ed io quando ho comprato la società da Moratti, non ho mai illuso nessuno, non ho mai promesso lo scudetto subito. A un certo punto mi sono dovuto proteggere. Quando sono arrivato mi sono posto 5 obiettivi: costruire infrastrutture all’altezza della situazione, riorganizzare il management, allestire poco alla volta una squadra forte, per poi arrivare all’acquisto delle stelle, rispettare il financial fair play, andare in Europa League e, nel giro di 5 anni, rientrare in Champions League. Lo stadio non è stato possibile costruirlo, avrebbe generato business, sarebbe aumentato il giro di affari, il fatturato che consente di rimanere al passo con i grandi club di Europa. Prenda come esempio la Juventus, che si è potuta permettere Cristiano Ronaldo. Comunque, mi sembra che Suning abbia lo stesso obiettivo. Lo stadio, intendo. Ho venduto Perché c’è stato chi si è offerto per diventare partner di maggioranza, con grandi obiettivi. Ho pensato: va bene. Ripeto: io mi sono solo protetto. Ho mantenuto la carica, il posto allo stadio, il 31% delle azioni, mi scrivo con i miei amici italiani e interisti. Ora tocca a Suning”.

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