Inter, premiato il rischio di Conte: Toro “matato”, è secondo posto in classifica

Antonio Conte, Inter - Foto Antonio Fraioli

Mai più come a Verona, aveva urlato un rabbioso Antonio Conte. E la lezione del Bentegodi è stata recepita da un’Inter che non si è privata, però, degli stessi brividi. Anche contro il Torino è andata sotto (gol di Belotti dopo un erroraccio di Handanovic), ma ha avuto la forza di reagire brutalmente in avvio di ripresa, segnando in rapida successione con Young e Godin, e di mettere poi al sicuro la vittoria con Lautaro. Scavalcata l’Atalanta e agganciata la Lazio al secondo posto (i nerazzurri sono secondi per differenza reti): non era scontato, dopo il gli spettri del primo tempo. Il Torino ha perso, ma non è dispiaciuto dal gol di Belotti alla fine del primo tempo e poi nella reazione ai gol subiti in avvio di ripresa (traversa del capitano).

Antonio Conte prende decisioni destinate a fare rumore: fuori Skriniar e dentro Godin, terza panchina nelle ultime quattro partite per Eriksen, al suo posto Borja Valero, trequartista alle spalle di Lautaro e Sanchez. Lukaku non è neppure in panchina. Alla fine tuttavia le scelte premiano, e potrebbero essere fruttuose anche in ottica futura. Godin e Sanchez sono stati gli assoluti protagonisti della vittoria conquistata, con delle prestazioni importanti anche in ottica mercato: per quanto riguarda il cileno, sta convincendo sempre di più la dirigenza, sempre più decisa nelle prossime settimane a cercare l’intesa sul riscatto con il Manchester United; per quanto riguarda l’uruguaiano, poche squadre possono garantirgli l’ingaggio che percepisce momentaneamente e questo finale di stagione sarà utile alle parti per capire se e come proseguire insieme. Non si può poi non parlare di Lautaro: un periodo di flessione è concesso a chiunque, un discorso comparabile si potrebbe fare per Handanovic. Stasera si è visto il vero Toro: la sponda a Young nell’azione dell’1-1, il  gol che gli mancava dalla gara interna contro la Sampdoria e la fiducia.

Sperimentare ha tuttavia dei limiti, tra i tanti il ruolo che D’Ambrosio ha avuto in questa partita: palesemente fuori ruolo, non spinge per niente sulla fascia occupata da Candreva, non riesce mai a saltare l’uomo e rallenta quasi sempre la manovra nerazzurra; a volte viene anche ignorato dai compagni di squadra anche se in ottima posizione. Stesso discorso per Borja Valero, che fa un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni: sbaglia una marea di palloni, una novità per lui. Tanti indizi che potrebbero aiutare Conte in vista della prossima stagione, ammesso e non concesso che ci sia lui sulla panchina nerazzurra: l’ex Juve dovrà essere certo dei giocatori dei quali potrà fidarsi o meno, e non è un’idea malvagia quella di rimescolare le carte nel mazzo in queste ultime giornate di campionato. Valutare in quest’ultima tranche chi sia o meno da Inter sarà uno degli obiettivi principali di Conte, a meno di improvvisi blackout dall’alto da parte della Juventus. I bianconeri probabilmente vinceranno il campionato, ma il gap con le contendenti si è accorciato: è anche grazie alle partite come quella di stasera, senza un’apparente posta in gioco, che i nerazzurri possono limare altro deficit, lavorando sui dettagli.