Inter, il pagellone del girone d’andata: Serie A 2018/2019

di - 1 gennaio 2019
Mauro Icardi
Mauro Icardi - Foto Antonio Fraioli

Il pagellone del girone d’andata dell’Inter. I nerazzurri hanno chiuso al terzo posto con 39 punti conquistati, con sette punti di vantaggio sulla Lazio quarta e con cinque punti di svantaggio rispetto al Napoli secondo. I ragazzi di Luciano Spalletti sono invece stati eliminati nel girone di Champions League dove sono arrivati a pari punti con il Tottenham, ma beffati per la differenza reti negli scontri diretti. Ecco di seguito tutti i voti della squadra, da Samir Handanovic a Mauro Icardi.

HANDANOVIC 7: Un brutto errore nella seconda giornata contro il Torino, poi la solita sicurezza: grandi parate ed interventi decisivi. Quando viene chiamato in causa risponde presente.

D’AMBROSIO 6.5: Il terzino nerazzurro è sempre sinonimo di affidabilità e di continuità: difficilmente rende sotto il suo standard abituale, a destra o a sinistra non importa: il suo lo fa sempre.

VRSALJKO 6: Paga la finale Mondiale e un avvio martoriato dagli infortuni, sta trovando continuità solamente nelle ultime partite. I tifosi interisti si aspettavano di più, ma la qualità di certo non manca.

DE VRIJ 7: Con le sue prestazioni si è guadagnato il posto da titolare fisso, prestazioni sempre di altissimo livello. Qualche sbavatura decisiva in qualche partita (vedi il pareggio del Chievo al 90′), ma il giocatore non si discute: insieme a Politano il migliore acquisto della scorsa stagione.

SKRINIAR 7.5: Un muro. Una capacità di essere leader, di trascinare la sua squadra con i suoi comportamenti in campo. Contro il Tottenham, in Champions League, si adatta anche come terzino a destra. E’ un idolo dei tifosi interisti anche se il suo nome fa Milan: una roccia.

MIRANDA 5: Sparito piano piano dai radar di Spalletti e scavalcato nelle gerarchie da de Vrij. Il capitano del Brasile in quelle poche occasioni in cui è stato chiamato in causa non ha neanche fatto così male, ma sicuramente è una delle delusioni di questo girone d’andata

RANOCCHIA s.v.: Nessun minuto giocato per il difensore umbro che spera di rifarsi con le Coppe da gennaio in poi.

ASAMOAH 6: L’ex terzino della Juventus è sinonimo di affidabilità, giocatore con una mentalità vincente. Mezzo voto in meno per degli errori decisivi, su tutti quello con il Psv che ha di fatto eliminato l’Inter dagli ottavi di finale. Il ghanese comunque si è fatto perdonare con un salvataggio miracoloso contro il Napoli.

DALBERT 6: Nella prima parte di stagione, quando è stato impiegato, ha fatto bene e si è guadagnato anche gli applausi di San Siro. Poi l’infortunio che lo sta tenendo fuori dal campo da diverse settimane, ma a gennaio potrà continuare ad essere un ricambio importante.

BROZOVIC 7: Il faro del gioco dell’Inter. Spalletti lo ha messo al centro del mondo nerazzurro dandogli le chiavi della regia nel girone di ritorno dell’anno scorso. La qualità è aumentata e anche in questo girone d’andata ha dimostrato i grandi passi in avanti che un anno fa sembravano impensabili.

BORJA VALERO 6: Lo spagnolo il suo contributo lo dà sempre, ovviamente per l’età che ha non può garantire un certo numero di partite ad altissimo livello, ma si impegna, lotta e nella fase centrale di questo girone d’andata è stato spesso decisivo quando è entrato nel finale.

VECINO 6: Il gol con il Tottenham ha fatto letteralmente impazzire il pubblico di fede nerazzurra, in una prima fase di stagione in cui ha giocato ad un livello molto alto. Poi l’infortunio e la forma migliore sembra essere ancora lontana, ma la sufficienza è comunque meritata.

GAGLIARDINI 5.5: Non può essere felice di questa prima parte di stagione. Escluso dalla lista Champions, in campo con il contagocce, non ha espresso tutto il suo potenziale. E chissà se fosse entrato quel palo colpito contro la Juventus, le stagioni girano anche in questi piccoli dettagli.

NAINGGOLAN 5: Senza dubbio la più grossa delusione di questi mesi. Il belga, arrivato a Milano come un crack, non ha invece mai ingranato: tra infortuni, serate e ritardi Nainggolan è stato, per ora, solamente un peso. Sta a Radja dimostrare, da gennaio in poi, che non è così. Ce la farà?

JOAO MARIO 7: Sembrava un giocatore che aveva terminato l’esperienza nerazzurra. Ma da quel Lazio-Inter Spalletti lo ha buttato nella mischia e non lom ha più tolto: Joao Mario sta riconquistando tutti i tifosi con prestazioni di alto livello, con una voglia che prima sembrava non avere. Come Brozovic un anno fa, era assolutamente impensabile.

POLITANO 7.5: Il migliore acquisto dell’Inter. L’ex giocatore del Sassuolo dà imprevidibilità al gioco nerazzurro, sa fare tutto: ripiega in difesa, punta l’uomo, calcia in porta, fornisce assist e mette in pensiero le difese avversarie. Un grande girone d’andata.

CANDREVA 5: Poche apparizioni, un gol a Bologna che sembrava poterlo sbloccare ma la gerarchia di Spalletti è chiara: l’ex giocatore della Lazio è l’ultima scelta in attacco, in questo momento.

PERISIC 5: Il 44 nerazzurro sembra essersi spento dopo il grande Mondiale russo. Il croato non è più rientrato con la testa giusta e sembra quasi essersi bloccato in una mediocrità che non gli appartiene. Pochi i lampi in questa prima metà di stagione, tante le sostituzioni e qualche volta anche panchine per lui.

KEITA 6.5: Una soluzione e una variabile in più nell’arco del tecnico di Certaldo. Keita può giocare dovunque in attacco e si sta adattando bene al ruolo di esterno sinistro, riuscendo a dare anche il suo contributo in ripiego. La porta sa dov’è e sa anche come si fanno i gol. Apporto positivo.

LAUTARO MARTINEZ 6.5: Il numero dieci dell’Inter è il nuovo idolo del pubblico nerazzurro. Le sue giocate e la sua grinta trascinano e infiammano i cuori dei tifosi: non tanti i minuti giocati per una convivenza con Icardi che sembra difficile, soprattutto dal primo minuto. Il gol con il Napoli è stato un momento importante, è un giocatore forte e lo dimostrerà.

ICARDI 8: Un leader in campo e fuori. Il numero nove dimostra ancora una volta di essere un giocatore devastante: dentro l’area di rigore nessuno ha mai avuto dubbi, fa gol in qualsiasi modo, ma adesso partecipa molto di più al gioco giocando di sponda e fornendo giocate di qualità ai propri compagni. L’ultimo a mollare, il primo a crederci sempre: un fenomeno.

SPALLETTI 6.5: E’ riuscito dove hanno fallito tutti i suoi predecessori: far tornare l’Inter in Champions League e probabilmente riuscirà a dare continuità per il secondo anno di fila. 39 punti conquistati nel girone d’andata, terzo posto in solitaria e un girone di Champions League che, per come è finito, lascia tanto amaro in bocca. Qualche errore di valutazione, ma l’ex tecnico giallorosso è uno dei punti fermi di questo progetto di crescita. Brozovic e Joao Mario due miracoli avvenuti per merito suo, Icardi migliora anche fuori dall’area: di sicuro la squadra lo segue alla perfezione.

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