Inter, Asamoah: “Conte vuole sempre il massimo da tutti noi. Cosa mi manca? Fare gol”

Kwadwo Asamoah Kwadwo Asamoah - Foto Antonio Fraioli

A poche ore dalla sfida contro il Bologna, Asamoah, esterno dell’Inter, è stato il protagonista del Matchday Programme. Nella sua carriera il ghanese ha ricoperto diversi ruoli, ora con Antonio Conte agisce da quinto di centrocampo: “È la passione che mi spinge. Da piccolo giocavo per divertirmi, poi il calcio è diventato il mio lavoro e la mia vita. Per stare a questi livelli bisogna dare tutto, sempre. Sono tornato a fare il quinto di centrocampo: un ruolo che mi piace ma che comporta tanto sacrificio. Tutti noi, in squadra, sappiamo esattamente cosa fare”.  Riguardo l’allenatore nerazzurro ha dichiarato: “Conte vuole sempre il massimo da tutti noi, ma soprattutto ci prepara al meglio: in partita, ma anche in allenamento. Mi manca fare gol, quello sì. Non ci penso quando gioco perché il mio obiettivo è aiutare la squadra e vincere le partite, ma non vedo l’ora di ritrovare la gioia che ti dà segnare. Sarebbe una scarica di energia e fiducia”. L’esterno dell’Inter si è poi soffermato su come è riuscito ad arrivare in prima squadra, avendo sempre la testa sulle spalle: “Quando ero nella Primavera e avevo l’occasione di allenarmi per la Prima Squadra provavo sensazioni meravigliose. Tornavo a casa e mi dicevo: se imparo ogni giorno qualcosa, se metto la giusta testa e la giusta dose di energia, allora posso arrivare in alto. E così devono fare tutti i giovani che amano il calcio. Dirò di più: non conta l’età. Al giorno d’oggi anche un ragazzo di 16-17 anni può giocare in Prima Squadra”. Infine, Asamoah ha svelato anche un retroscena su Eto’o: “Dopo un Udinese-Inter venne da me e mi disse: ‘Continua così, persevera e lavora duramente’. Lui è un idolo, non solo per gli africani e per gli interisti”.