Di Campli attacca Totti: “Per fare il procuratore non bisogna barare”

Francesco Totti Francesco Totti nella Hall of Fame della Roma - Foto Antonio Fraioli

Fare il procuratore è un altro sport a cui bisogna saper giocare, non barare. Francesco non può operare in Italia dove gli agenti per definirsi tali sono costretti a sostenere test e prove durissime, solo perché il presidente del Coni gli concede l’uso della licenza inglese il cui ottenimento non prevede alcun esame di abilitazione“. Queste le dichiarazioni di Donato Di Campli, ex agente di Verratti, su Francesco Totti, che ha deciso di aprire la propria agenzia di scouting. “Io che ho studiato per passarlo in Italia, non sarò mai nella sua stessa posizione – ha spiegato il procuratore ai microfoni de Il Foglio – Perciò non può permettersi di chiamare Insigne, Tonali e chissà chi altri già in possesso di un agente. Lo scenario attuale tollera pure chi va a sostenere gli esami in Spagna: lì basta pagare 700 euro e in dieci minuti puoi fregiarti del titolo di agente anche da noi. Ma il punto è che nessuno interviene. La Federcalcio munge gli agenti, non riconoscendo però loro alcun peso. Servirebbe una regolamentazione severa”.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio