Benevento e Brignoli nella storia, per il Milan è sempre più notte fonda

di - 3 dicembre 2017
Gianluigi Donnarumma
Gianluigi Donnarumma - Foto Antonio Fraioli

Cambiare per dare una sferzata alla stagione, era questo l’obiettivo della dirigenza del Milan quando appena sei giorni fa ha dato il benservito a Montella per provare a cambiare le cose con Gattuso. Brignoli, eroe per caso nel pomeriggio incredibile di Benevento, con un dolce colpo di testa in tuffo rifila invece una mazzata clamorosa ai rossoneri, per i quali è sempre più notte fonda.

NULLA DA PERDERE – La partita sembrava quella perfetta per la svolta, soprattutto psicologica: una vittoria convincente contro l’ultima della classe ferma a 0 punti poteva essere il buon viatico per le prossime partite – altrettanto semplici – in calendario. D’altro canto, il rovescio della medaglia: chi ha tutto da perdere contro chi non ha nulla da perdere, il rischio di una clamorosa figuraccia era dietro l’angolo, e si è manifestato con le sembianze e i guantoni di un portiere.

SLIDING DOORS – De Zerbi stava assistendo inerme all’ennesima buona prestazione dei suoi con allegata sconfitta, al 94′ il tanto criticato (da lui) D’Alessandro fulmina Abate e guadagna una buona punizione. Il tecnico lombardo è indeciso: Brignoli vuole salire in area per l’ultima occasione, l’allenatore ci pensa su e alla fine dà il via libera. Non poteva lontanamente immaginare che da quella punizione sarebbe scaturito il gol che regala al Benevento il primo punto della storia in Serie A: non lo poteva immaginare nemmeno Alberto Brignoli, che da attaccante più che da portiere si è regalato un pomeriggio da leggenda.

MACERIE ROSSONERE – Nel Milan restano solo macerie. La scossa data da Gattuso, finora, è stata controproducente: i rossoneri non hanno giocato affatto bene e hanno lasciato due punti contro chi le aveva perse tutte fin qui. L’avventura di Gennaro Gattuso inizia col piede sbagliato, i suoi hanno visto le Streghe e hanno pareggiato una partita da vincere senza se e senza ma. Il fondo non era stato ancora toccato con Montella, viene sfiorato al Vigorito: adesso si fa davvero dura.

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