Serie A, Milan-Genoa 2-1: Bacca e Honda, poi il gol dell’ex Cerci

Carlos Bacca - Milan 2015/2016 - fotomenis.it

Il Milan torna alla vittoria dopo lo stop casalingo con l’Udinese, supera per 2-1 grazie ai gol di Bacca e Honda l’esame Genoa e alimenta le speranze europee, riprendendo la rincorsa al terzo posto grazie fin qui ad un girone di ritorno quasi perfetto, con la conquista 14 punti su 18 a disposizione. Inutile il gol dell’ex Cerci a ottanta secondi dalla fine. Il tecnico Mihajlovic ritrova Bonaventura e rilancia De Sciglio sulla corsia di destra al posto dell’acciaccato Abate, per il collega Gasperini qualche problema in più a causa delle pesanti assenze degli infortunati Ansaldi e Pavoletti, e dello squalificato Rincon. Il tecnico rossoblù schiera così dal primo minuto lo sloveno Matavz, affiancato nel tridente da Suso e Laxalt (preferito a Cerci). I padroni di casa impiegano appena 5’ per sbloccare la partita, trascinati da un ispiratissimo Honda: il giapponese fa volare sotto l’incrocio Perin e, sugli sviluppi del corner successivo, prima tiene miracolosamente in campo il pallone, poi serve uno splendido cross in area spizzato da Niang e stoppato da Bacca colpevolmente lasciato liberissimo in area. E il colombiano non perdona, infilando da due passi il portiere genoano con il 13° centro stagionale. Il Grifone accusa il colpo, rischia al 16’ su una pericolosa palla recuperata da Niang che però sbaglia il cross basso, e soprattutto alla mezzora quando Antonelli trova un’ottima imbucata ancora una volta per Bacca, fermato in uscita da un attento Perin. Solamente negli ultimi 10 minuti del parziale il Genoa si fa vedere dalle parti di Donnarumma. Al 35’ su una bella incursione di Fiamozzi sulla catena di destra è Laxalt a mancare per pochi centimetri il colpo di testa che sarebbe valso probabilmente il pareggio, poi pochi secondi dopo Montolivo mura in tackle una conclusione dal limite di Rigoni. L’ultimo “brivido” per i rossoneri è al 39’, con un contropiede condotto da Suso ma la cui conclusione viene respinta in corner.

Dopo un minuto di recupero Calvarese manda le squadre negli spogliatoi e nella ripresa Gasperini gioca la carta Cerci, a rilevare un opaco Suso. Proprio su una palla persa dall’ex Milan, sommerso di fischi da “San Siro” ad ogni tocco, Bonaventura prova ad imbastire un contropiede al 53’, con il cross di Bacca deviato in angolo, sul quale Romagnoli svetta ma non trova lo specchio della porta. Gli uomini di Mihajlovic prendono il comando del centrocampo, infilano più volte sulla corsia di sinistra con Bonaventura (meglio rispetto ai primi 45 minuti), poi con un lancio di Bacca per Niang in campo aperto di un soffio lungo, sventato dall’uscita di Perin. Ma al 64’ è Honda a chiudere virtualmente i conti con una fucilata mancina da oltre 30 metri che sorprende il portiere azzurro e fa esplodere San Siro. Il Milan vola sul 2-0, sulle ali dell’entusiasmo schiaccia la squadra avversaria nella sua metà campo divertendo il suo pubblico. Ad andare più vicino al 3-0 è il capitano Montolivo (sostituito poco dopo da Poli) che sfiora uno splendido gol al volo di sinistro centrando in pieno il palo alla destra di Perin. C’è anche tempo per rivedere in campo Menez nell’ultimo quarto d’ora dopo 5 mesi, applauditissimo durante l’entrata sul rettangolo di gioco al posto di Niang. A mettere un po’ di pepe alla partita è il gol dell’ex Cerci, su una disattenzione del reparto difensivo (in particolare Donnarumma e Romagnoli), fin qui perfetto. Dopo 4 minuti di recupero Calvarese fa calare così il sipario. La dodicesima vittoria in campionato permette al club rossonero di accorciare le distanze da Inter e Fiorentina (distanti rispettivamente 2 e 3 punti) in attesa dell’importante posticipo delle 20.45, con la Roma (attualmente terza) a soli 4 punti. Situazione di classifica, al contrario, tutt’altro che florida per la squadra di Gasperini, a sole tre lunghezze dal Frosinone terzultimo.

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Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia