Under 21, il jolly Scalvini non ha dubbi: “In Italia si dà abbastanza spazio ai giovani”

Giorgio Scalvini Giorgio Scalvini - Foto LiveMedia/Fabrizio Corradetti

“Mi trovo bene in entrambe le posizioni, sia in difesa che a centrocampo, in base alla necessità del mister e a dove vuole mettermi faccio del mio meglio. Mi sento più un difensore, l’ho fatto da più tempo, ma se c’è bisogno di giocare a centrocampo posso farlo. In Nazionale maggiore mister Mancini mi ha fatto esordire a centrocampo, mi ha chiesto se potevo farlo ed è andata bene. Io gioco sia a centrocampo che in difesa”. Difensore o centrocampista non fa differenza per Giorgio Scalvini, uno dei giovani più interessanti del panorama italiano e tra i punti fermi della Nazionale Under 21 di Nicolato che nei prossimi giorni affronterà in amichevole Inghilterra e Giappone.

Reduce dal gol che ha deciso Roma-Atalanta, il classe 2003 della Dea, che ha già esordito in Nazionale maggiore, ha parlato in conferenza stampa dal ritiro degli azzurrini, affrontando da un’altra prospettiva il discorso sullo spazio concesso ai giovani in Italia: “Da noi si è parlato fin troppo dei giovani. Ce ne sono molti e hanno possibilità e opportunità per giocare. In Under 21 tanti di noi giocano già in A o B, abbiamo tante presenze sia da titolari che da subentranti – ha spiegato in conferenza stampa – Secondo me è un discorso che si è fatto, ma lo spazio ai giovani viene dato e sta a noi dimostrare il nostro valore. Se ne è parlato molto, ma per me non è un problema reale. In Italia – ha aggiunto – c’è la tendenza di valorizzare troppo un giovane quando fa bene e massacrarlo quando fa male, ma penso che ogni giocatore quando fa bene è giusto che venga apprezzato e se sbaglia criticato, ma questo non dovrebbe dipendere dall’età”.

Scalvini, che ha confessato di ispirarsi a Thiago Silva e ad Alessandro Bastoni, ha sottolineato l’importanza di essere allenato da Gasperini: “Il mister ha avuto sempre grande fiducia in me, sia l’anno scorso che quest’anno. Abbiamo lavorato molto, soprattutto dal punto di vista fisico per adattarmi al livello dei grandi, devo molto a lui per le cose che mi ha insegnato e mi sta insegnando”. Il club orobico, però, non gli ha consentito di giocare l’Europeo Under 19 in estate, una decisione che Scalvini ha accettato a malincuore: “Ho seguito quel che mi ha detto il mio club, mi sarebbe piaciuto aiutare i miei compagni, anche perché avevamo fatto tutto il percorso insieme e ho fatto il tifo per loro”. A centrocampo o in difesa, per il jolly appena maggiorenne l’obiettivo è quello di crescere ancora: “C’è sempre la possibilità di migliorarsi e di crescere, il livello e l’intensità sono molto alti in Serie A, è importante riuscire a superarsi costantemente”, ha concluso.