Mancini scherza sul suo ruolo: “Sono ct perché non c’era più nessuno”

Roberto Mancini - Foto Sportface

A un incontro a Riyad con gli allenatori e i dirigenti al Leadership Institute della capitale saudita era presente anche Roberto Mancini che ha parlato della sua avventura alla guida della Nazionale italiana. Queste le sue parole: “Ero rimasto solo io… Non c’era più nessuno… Scherzi a parte, allenare la Nazionale è bello, importante. E’ un onore e non è semplice e banale, la situazione era difficile ma ho creduto molto nelle possibilità mie e dei ragazzi che volevo chiamare. Volevamo costruire qualcosa di importante che potesse restare nel tempo, le situazioni sono diverse. A volte decidi di andare all’estero per un’esperienza diversa dalle solite, altre decidi di guidare la Nazionale”. 

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A 6 anni i primi calci a un pallone, a 12 le prime pedalate in sella a una Bianchi e non ci è voluto molto a capire che quelli erano i miei due mondi e che avrei dovuto raccontarli, scrivendo i gol dei campioni e le imprese degli eroi su due ruote. A 20 anni mi ritrovo a studiare presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Bologna