Italia, Buffon: “In Nazionale per senso di responsabilità e per coerenza”

di - 19 marzo 2018

Gianluigi Buffon ha parlato al suo arrivo a Firenze per il raduno della Nazionale italiana che si prepara alle amichevoli contro Argentina ed Inghilterra in programma in questa sosta dei campionati: “Vengo in Nazionale perché sono una persona coerente, con grande senso di responsabilità e queste due cose bastano per spiegare la mia presenza”. Queste le parole del portiere alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella accompagnate da un accenno anche al commissario tecnico Di Biagio: “Sono qui anche perché il mister è stato molto carino nei miei confronti e quindi in un momento simile, visto e considerato che sono sempre stato un elemento aggregante della Nazionale, vorrei che anche questa mia presenza venga presa in questo modo e in nessun altro“.

Dopo la delusione nella doppia sfida con la Svezia è importante puntare sui nuovi talenti del calcio italiano: “I giovani cresceranno, sono già cresciuti e da domani avranno già il loro spazio e il loro posto a disposizione. Ultimo appunto da parte di Buffon è su Davide Astori e sul primo raduno azzurro senza il capitano della Fiorentina: “Questo è un altro motivo per cui sono qua, ho ritenuto giusto essere presente e rispondere a questa convocazione“.

Oltre al portiere ha parlato anche Andrea Belotti, attaccante del Torino: E’ sempre bello tornare in Nazionale, c’è grande voglia di rivincita dopo quello che è successo. Siamo di nuovo qui ed ognuno farà il massimo per questa maglia

Di Biagio e Belotti si conoscono bene e il giocatore granata lo sottolinea al suo arrivo a Firenze: “Lo conosco perché ho fatto sia l’Under 20 che l’Under 21 con lui. Ho giocato per lui quattro anni, in quattro anni ho avuto moltissimi colloqui con lui e posso dire che è un grandissimo uomo e quindi penso che lo dimostrerà“.

Andrea Belotti ricorda anche Davide Astori: “Sicuramente sarà difficile il ritorno al centro tecnico perché la sua morte è una cosa che ha toccato tutti. Soprattutto sarà veramente difficile rientrare in quella palestra dove era stata allestita la sua camera ardente“.

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