Calcio

Nazionale, Ceferin: “L’Italia deve investire negli stadi o rimarrà indietro”

Aleksander Ceferin - Foto Sportface

Il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin ha preso la parola nel corso delle celebrazioni per i 120 anni della Figc andate in scena nel pomeriggio di lunedì 15 ottobre alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il dirigente sloveno a capo del calcio europeo ha lanciato un forte appello per un rinnovamento del calcio in Italia, insistendo sul tema della costruzione di nuovi stadi di proprietà, affinché l’esclusione dallo scorso Mondiale resti soltanto un episodio isolato: “Voi non avete bisogno di eroi, ma di compattezza e dell’impegno leale di tutta la classe dirigente per avviare il percorso di rinascita e riconquistare il ruolo di leadership che l’Italia merita. Vorrei che voi poteste farmi questa promessa. Perché la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali non è stata solo un dramma nazionale, ma tutti gli amanti del calcio si sono sentiti defraudati, per non dire traditi: chi ama il calcio sa che questo sport non può esistere senza l’Italia“.

“Conosco l’enorme delusione che avete provato per la mancata qualificazione ai Mondiali di calcio 2018, un vera dramma nazionale. Affinché questo incidente resti solo un episodio e non diventi un segno di declino irreversibili, dovete prendere subito decisioni serie. Serve investire in stadi moderni, perché in Italia sta sfuggendo il cambiamento decisivo”.

“Lo stadio nuovo non è una spesa, ma un investimento redditizio come ha intuito il mio amico Andrea Agnelli – spiega Ceferin – e non investire significa indebolire il Paese. Non si vive per sempre di sola eredità. E oltretutto stadi moderni metterebbero l’Italia anche una posizione favorevole se volesse candidarsi ad ospitare una grande competizione come gli Europei, visto che, come sapete, ospitare questa competizione evita la disputa delle qualificazioni“, conclude con ironia il numero uno dell’Uefa.

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