Napoli, ‘mea culpa’ Insigne: “L’ammutinamento è stato un errore”

Lorenzo Insigne e Kalidou Koulibaly, FOTO DELL'OLIVO

L’ammutinamento? Adesso è anche inutile pensare a ciò che poteva essere e non è stato. Fu un errore, abbiamo pagato e per fortuna ci siamo ripresi“. Lorenzo Insigne, capitano del Napoli, torna a parlare dei mesi complicati vissuti durante il corso di questa stagione. Ma dopo la rottura totale con il presidente De Laurentiis e l’allenatore Ancelotti, il Napoli è riuscito a rialzarsi: “C’è grande rimpianto per l’inizio della stagione. Un peccato, soprattutto per quello che stiamo facendo adesso. Abbiamo fatto un recupero importante con Gattuso, ma resta l’amarezza – ha spiegato Insigne -. Non sono nessuno per giudicare Ancelotti, allenatore che ha vinto tutto e soprattutto quasi ovunque. Il mister è abituato a grandi campioni, io gli dicevo sempre che noi avevamo bisogno di essere messi sotto pressione, anche bacchettati se era il caso“.

E ancora: “Mi rendo conto che la mia è un’autocritica: siamo professionisti, dovremmo camminare da soli, ma noi forse in quel momento avevamo necessità di sentire il fiato sul collo. Gattuso esige tantissimo e ci motiva ogni secondo. Con lui mi sono sentito al centro del progetto, mi ha attribuito responsabilità e fiducia e il rapporto è autentico, spero di ripagarlo“. Sulla sconfitta contro l’Atalanta: “Gattuso si è arrabbiato a Bergamo e ci ha avvisati: bisogna dare il 200% in tutte le partite che mancano. E’ un nostro dovere, ma anche un modo per arrivare pronti all’appuntamento con il Barcellona“. Infine sul suo futuro Insigne risponde: “Non dipende solo da me. Vediamo cosa dice De Laurentiis. Sono tranquillo, ho altri due anni di contratto. Tra noi c’è un confronto autentico e leale. Con qualche scontro, ma come è normale che sia“.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.