Napoli, Gattuso si presenta: “Facile dire di sì ma non paragonatemi con Ancelotti”

Rino Gattuso Rino Gattuso - Foto Antonio Fraioli

Ho detto sì al Napoli perché è facile, negli ultimi dieci anni il Napoli è stato protagonista in Italia e in Europa. Ma non fate i paragoni: Ancelotti ha vinto tutto nel mondo, io sono un allenatore giovane e devo ancora dimostrare tanto. Spero di fare quello che ha fatto lui nella sua carriera, anche il 10%“. A Napoli inizia l’era di Gennaro Gattuso. L’ex tecnico rossonero, quest’oggi a Castelvolturno, si è presentato alla stampa mostrandosi voglioso di iniziare il nuovo percorso in partenopeo post Carlo Ancelotti. Una sfida tanto complicata quanto ambiziosa nella speranza di riportare il Napoli nelle zone alte della classifica: “Anche se in campionato non attraversa un momento positivo è una grande squadra e mi piace tantissimo – ha sottolineato Gattuso in conferenza stampa – Il Napoli è una squadra costruita per andare in Europa, è una squadra di valore. Non mi nascondo: l’obiettivo è quello di recuperare i punti e centrare la Champions League“.

Oltre al settimo posto in campionato, Gattuso raccoglierà in eredità anche gli ottavi di finale di Champions dopo la vittoria di Milik e compagni per 4-0 sul Genk. Un ultimo regalo da “papà” Ancelotti: “Con Ancelotti ci siamo sentiti stamattina, volevo chiamarlo già ieri sera ma era giusto lasciarlo tranquillo. Ho vissuto due giorni non facilissimi, sapevo che dovevo chiarirmi con Ancelotti e dirgli perché avevo scelto il Napoli, poi ho dovuto scegliere anche lo staff. Carlo è stato un papà calcisticamente, ho fatto più di 400 partite sotto la sua gestione. Sei anni fa ho iniziato questo lavoro e nei momenti di difficoltà l’ho sempre chiamato. E oggi per l’ennesima volta ho avuto la riconferma. È un grandissimo uomo“.

L’unico pensiero, ora, va al campo: “Ora testa bassa, mancano due partite prima della sosta natalizia. Questa è una squadra che ha l’obbligo di provarci e di giocare un certo tipo di partite. Quando si parla di una squadra di calcio non si deve parlare solamente di ciò che può dare l’allenatore. Io aiuto la squadra, la società aiuta l’allenatore e la squadra, si va di pari passo. Non dobbiamo perdere energie, dobbiamo pensare solamente al lavoro“. E se si prova a chiedere un qualcosa sulla formula del contratto: “Mi viene da ridere, siamo tutti legati ai risultati. Anche con soli sei mesi sarei venuto ugualmente, perché è una grande opportunità. Questa è una squadra importante, di qualità. A livello funzionale i giocatori sembrano fatti per me“.

Una sfida ambiziosa per un uomo ambizioso, Gattuso accetta il rischio: “So che aria si respira durante la settimana, ora mi sono messo in un mare grande, dovrò stare attento. Ma io non ho paura di nulla, io ho la consapevolezza di aver portato grande professionalità. Ho la consapevolezza di poter lavorare con persone molto preparate, si parla la stessa lingua. C’è bisogno di risultati e spero veramente tanto di fare risultati perché venire qua a 41 anni è un motivo d’orgoglio, ho rifiutato tante altre squadre perché non mi sentivo pronto. Qua c’è tutto per far bene, so che sarà molto difficile, so che c’è da lavorare tanto ma non c’è cosa più bella quando ti piace tutto e ti metti a disposizione“.

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.