Napoli, De Laurentiis rivela: “Sto lavorando a un campionato europeo da 10 miliardi di euro”

Aurelio De Laurentiis - Foto Antonio Fraioli
Il sistema non funziona più. La Champions e l’Europa League non generano entrate sufficienti per i club per giustificare la partecipazione. Per essere competitivo, hai bisogno di più giocatori di alto livello. Ciò significa che devi spendere di più e i premi in denaro delle competizioni europee non ne tengono conto. Ecco perché i club hanno bisogno di parlare tra loro per creare un torneo più moderno e redditizio per tutti i partecipanti“. Lo ha detto Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, rivelando di essere al lavoro per un campionato europeo “da 10 miliardi di euro“.

Il numero uno azzurro, nell’intervista rilasciata al Daily Mail, ha sottolineato come la qualificazione per questo nuovo campionato sarebbe basata sul merito, al contrario della Superlega. De Laurentiis vuole un campionato paneuropeo più redditizio in cui le squadre si qualifichino in base alle prestazioni. Per questo tutti i campionati europei dovrebbero essere ridotti di dimensioni: “Dobbiamo ridurre il numero di partite riducendo le dimensioni delle migliori divisioni in tutta Europa. Inoltre, creiamo un campionato europeo con un sistema di ingresso democratico, basato su ciò che le squadre ottengono nelle loro competizioni nazionali. Ho esaminato un progetto pronto a portare 10 miliardi di euro al calcio europeo, ma ci vuole volontà e totale indipendenza“.

Il Napoli affronterà il Leicester in Europa League e il presidente dei partenopei è un grande fan del calcio inglese: “Noi italiani dobbiamo imparare da questo. Se non cambiamo le regole del gioco e non lo rendiamo uno spettacolo migliore, i giovani ci abbandoneranno e il calcio non sarà più la parte centrale della nostra vita. La mia ricerca mi dice che le persone tra gli otto e i 25 anni hanno smesso di guardare il calcio e preferiscono giocare con gli smartphone: hanno trasformato totalmente i nostri figli – spiega De Laurentiis -. Non sto dicendo che l’abitudine di guardare il calcio in diretta in uno stadio morirà, ma ora abbiamo lo ‘stadio virtuale’, che può attirare miliardi di persone a giocare gli uni contro gli altri. Chissà se riusciremo a riportarli sulla strada dello sport più grande e influente del mondo“.