Un esordio da cancellare, Qatar spinto da un popolo intero. Ma anche il Senegal cerca il riscatto

Pedro Miguel Pedro Miguel, Qatar - Foto LiveMedia/Nigel Keene/DPPI

Unite dallo stesso destino, da un esordio da cancellare. Di fatto, tolta la Costa Rica massacrata dalla Spagna, le squadre a convincere meno dopo la prima giornata dei gironi sono proprio i padroni di casa del Qatar battuto facilmente dall’Ecuador e il Senegal che non ha prodotto nulla contro l’Olanda. E’ vero, per tutte e due ci sono delle forti attenuanti. Per i qatarioti, l’emozione del debutto, tutti gli occhi addosso e i tanti pareri negativi nei confronti della monarchia che amministra il paese. Diritti civili, opulenza e il sospetto di corruzione: si è parlato più di questi temi che delle capacità di una squadra che, lo ricordiamo, è pur sempre campione in carica della Coppa d’Asia. Qualche valore, dunque, deve pur sempre esserci, e questa nazionale non può essere così scialba e lontana dalla sufficienza come quanto visto nel match inaugurale.

Se il Senegal pensa di poter avere vita facile, sbaglia e di grosso. Gli africani hanno faticato all’esordio contro gli oranje, stavano per portare a casa un pareggio scialbo ma sono stati bucati nel finale, nonostante sia proprio la difesa il punto forte di una selezione priva di Manè, uno che di certo non si sostituisce facilmente, uno che ha rischiato di vincere il Pallone d’Oro. Insomma, si fronteggiano i campioni continentali di Africa e Asia, non è una partita banale e col pareggio, di fatto, andrebbero a ridursi maledettamente le chance di passare dell’una come dell’altra.

L’orgoglio di un paese che è subissato di critiche ma che vuole mostrare il lato bello, quello del calcio e dei progressi ottenuti, dall’altra parte la voglia di sopperire alle assenze e di centrare l’obiettivo minimo, quello degli ottavi: Qatar e Senegal vogliono il primo sorriso dei Mondiali ed è uno spareggio per continuare a sognare, e dimostrare che quelle della prima giornata erano solo due brutte copie.