Ronaldo per rispondere a Messi, il Portogallo per vendicare il 2018. Uruguay, ora più coraggio

Cristiano Ronaldo Cristiano Ronaldo, Portogallo - Foto LiveMedia/Nigel Keene/DPPI

Messi segna su rigore ma perde, Ronaldo segna su rigore nel quinto Mondiale diverso e di fila e il Portogallo vince. Cristiano è di nuovo chiamato a rispondere alla Pulce nello scontro a distanza tra le due leggende all’ultimo Mondiale, e stavolta anche l’Argentina ha vinto, per cui CR7 non vorrà essere da meno. Nella sua isola felice, dove ha ritrovato serenità, rispetto dei compagni e voglia di stupire ancora, da svincolato di lusso il fuoriclasse portoghese è pronto ad aiutare la sua nazionale a vendicare, sportivamente s’intende, l’eliminazione del 2018 agli ottavi contro l’Uruguay, che questa volta il destino e il sorteggio di mesi fa ha voluto fosse la rivale già nel girone.

Vincere e in un sol colpo qualificarsi per gli ottavi, costringendo peraltro la Celeste al forte rischio di dire addio già ai gironi: il piatto è ricco e ghiotto per la nazionale di Santos, che ha sofferto un po’ troppo contro il Ghana all’esordio, mostrando però tantissimi solisti in avanti e una rosa di alternative per incidere sul risultato enorme. E’ mancata un po’ di compattezza e due gol non si possono prendere così a cuor leggero, ma è stato un esordio con vittoria, e questo conta.

Quello che è invece mancato ai sudamericani, che ora sono allenati da un ct molto giovane come Alonso, ma con un roster di convocati da terza età calcistica. Con Godin, Suarez, Cavani, Caceres, Muslera, non tutti titolari, beninteso, il confine tra esperienza e capolinea è labile. Fortuna che ci sono giovani come Nunez e Valverde che possono trascinare questa selezione sempre insidiosa, fondata sulla famigerata garra, ma anche sulla qualità. Non è forse il momento migliore a livello generazionale, ma vincere contro i lusitani sarebbe un gran viatico per entrare nella fase a eliminazione diretta, dove a quel punto, se sei l’Uruguay, può succedere di tutto. A differenza dei due volte campioni, però, il Portogallo ha l’imperativo categorico di andare più avanti possibile e di aiutare Ronaldo (e da lui essere aiutato) a centrare qualcosa di grosso.