Mondiali 2022, “italiani” in Qatar: brilla Giroud, in rete anche Rabiot e Leao

Olivier Giroud Olivier Giroud, Francia - Foto LiveMedia/Jean Catuffe/DPPI

La prima giornata della Coppa del Mondo 2022 in svolgimento al Qatar è terminata con tanti italiani in campo, alcuni di loro grandi protagonisti. Tra tutti spicca la prestazione di Olivier Giroud. Il centravanti campione del mondo nel 2018, dopo aver saltato Euro 2020 per scelta tecnica, si è prima ripreso un posto tra i 26 di Deschamps trovando poi la titolarità grazie all’infortunio di Karim Benzema. Il bomber del Milan non ha fatto sentire la mancanza del Pallone d’Oro segnando una decisiva doppietta contro l’Australia che lo proietta a quota 51 reti con i Blues, al primo posto all-time al pari di Thierry Henry. Nella Francia brillano anche l’altro rossonero Theo Hernandez, entrato in corso d’opera per l’infortunio di suo fratello Lucas e autore di un assist vincente e soprattutto Adrien Rabiot. Il centrocampista della Juventus continua nel suo momento d’oro trascinando i suoi dopo lo svantaggio iniziale con il gol del pari e il passaggio vincente per il 2-1 di Giroud. Fuori dalla Francia un altro rossonero trova la via del gol. Si tratta di Rafael Leao, che dopo due minuti dal suo ingresso ringrazia Bernardo Silva e sigla – al debutto iridato – il primo centro con la maglia del Portogallo. Sfiora il gol con un palo dalla distanza Alex Sandro, autore di un’eccellente gara sulla fascia con il suo Brasile contro la Serbia al pari del suo dirimpettaio e compagno di club Danilo, mentre sempre restando in tema difensori spiccano la solita prestazione monstre del giocatore del Napoli Kim Min-Jae nello 0-0 tra Corea del Sud e Uruguay e di Jakub Kiwior, bravo a mantenere inviolata la porta difesa da Wojciech Szczesny in Polonia-Messico. Parlando di portieri bravo André Onana contro la Svizzera nonostante la sconfitta del suo Camerun e soprattutto Vanja Milinkovic Savic, migliore in campo di una Serbia piena zeppa di giocatori italiani che però non hanno entusiasmato contro una Selecao devastante, a partire da suo fratello Sergej fino a Dusan Vlahovic, entrato in maniera troppo timida dopo la panchina iniziale.