Messi trascina un’Argentina operaia, Messico battuto e gli ottavi tornano alla portata

Lionel Messi Argentina Lionel Messi - Foto LiveMedia/Nigel Keene/DPPI

Leo Messi c’è, l’Argentina pure. L’Albiceleste si compatta a riccio dopo l’esordio disastroso contro l’Arabia Saudita e rialza la testa vincendo con una buona partita contro un Messico davvero inesistente in avanti e che in difesa crolla alla distanza sul piano dell’attenzione e della solidità. Che invece viene riscoperta e riabbracciata dai ragazzi di Scaloni, perfetti dietro e cinici davanti, dopo un primo tempo in cui emergono ancora delle difficoltà nelle combinazioni tra gli innumerevoli talenti che questa nazionale sfoggia in attacco.

Ma l’orgoglio di un intero popolo viene incarnato dai giocatori nella ripresa, a cominciare proprio da Leo Messi che si mette in proprio e pesca il jolly con un tiro imparabile all’angolino, neanche per il totem messicano Ochoa. E’ gol, è vantaggio, la paura di salutare il Qatar viene spazzata via e la squadra sembra trovare automatismi nuovi che temevano essere perduti. Il pubblico a spingere sugli spalti dello stadio di Losail, Enzo Fernandez a segnare il raddoppio nel finale con un grandissimo tiro a giro di destro.

Un gol bello, ma soprattutto di fondamentale importanza, visto che a questo punto, al di là di una vittoria contro la Polonia che varrebbe la matematica qualificazione, anche con un pareggio ci sono buone chance di andare agli ottavi. E pensare che appena quattro giorni fa sembrava tutto finito, un progetto vincente in Copa America da rifondare. No, l’Argentina c’è ancora, è convalescente, deve dare più del 100% per fare quello che, due nomi a caso, Francia e Brasile sembrano ottenere dando il 90%. Ma ai Mondiali può succedere (ancora) di tutto, e Messi vuole salutare con qualcosa di grande in bacheca.

Sembra invece al capolinea l’avventura del Messico, che nelle precedenti edizioni è giunto sempre agli ottavi, peraltro fermandosi proprio lì. C’è ancora speranza, ma non basterà battere l’Arabia Saudita all’ultima giornata: bisognerà anche sperare in un risultato favorevole dall’altro campo, e la Tricolor dunque è appesa a un filo. Il Tata Martino ha ceduto contro la “sua” Seleccion e la sua squadra sembra troppo sparagnina e debole in fase offensiva. Senza proposta, in Qatar non si va avanti.