Memphis Depay, tocca alla stella in crisi d’identità. Campione o promessa mancata?

Una cosa bisogna dirla. La fortuna dalla parte di Memphis Depay c’è stata veramente poche volte. L’infanzia difficile, l’etichetta da bad boy attaccata anche quando non se lo meritava, poi gli infortuni, uno dopo l’altro, nei momenti più delicati. L’ultimo a settembre. Col Barcellona non ha praticamente più giocato ed è stato costretto a saltare l’esordio da titolare al Mondiale in Qatar contro il Senegal. Ora arriva il suo momento. Van Gaal glissa: “Non rivelerò le mie carte”, dice il tecnico che per lui è stato a tratti il padre che non ha mai avuto. Dietro la sua maglia c’è scritto Memphis, perché il cognome non evoca bei ricordi se non quelli di un padre assente. Contro l’Ecuador la candidatura del giocatore più enigmatico del Mondiale è forte. Dalla trequarti in su dell’Olanda è Depay il singolo più vicino all’essere una stella. Van Gaal dice che la nazionale del 2014 aveva meno qualità di quella di oggi, ma di van Persie e Robben in Qatar neanche una traccia. Gakpo è un prospetto di campione, Bergwjin l’usato sicuro, Janssen lontano dai livelli di un Huntelaar qualsiasi. Alla fine le speranze degli Oranje sono tutte affidata sui piedi e sui muscoli di Memphis Depay. Van Gaal se lo coccola, nonostante qualche attrito passato. A giugno gli ha affidato la fascia da capitano in Nations League. Un modo per responsabilizzare, ma anche per premiare un ragazzo che i fantasmi del bad boy li ha abbandonati da tempo.

D’altronde gli infortuni lo hanno fatto crescere. Nel 2019 si rompe il crociato, ma al ritorno in campo segna una tripletta in 66′ con la maglia del Lione. La discontinuità lo ha frenato, ma non gli ha impedito di balzare al secondo posto della classifica marcatori di tutti i tempi dell’Olanda. Tutti aspettano Mbappè, Messi, Neymar e Cristiano Ronaldo. Ma Memphis Depay ha la grande occasione per lasciarsi alle spalle per sempre l’etichetta di campione mancato e di imporsi definitivamente come top player. Con la maglia degli oranje ha superato le reti di Cruijff, van Nistelrooij, Robben. Mancano otto reti per il record storico di Van Persie. Difficilmente ci riuscirà in Qatar, ma a 28 anni Depay vede il primato vicino. L’Ecuador è il primo scoglio per lasciarsi alle spalle un destino avverso.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio