Luis Enrique ritrova Carvajal, Flick litiga ancora con la Fifa

Luis Enrique Spagna Luis Enrique Spagna - Foto LiveMedia/Joaquin Corchero/DPPI

Spagna-Germania è stata gara di propaganda da anni ’30, finale degli Europei, match della storia di Raul che con una doppietta ai tedeschi siglò l’allora record di marcature della nazionale. Oggi invece è una partita da dentro o fuori per Flick e l’occasione per confermarsi per Luis Enrique. Il Ct spagnolo fin qui è l’assoluto protagonista: un 7-0 all’esordio contro il Costa Rica, una diretta Twitch al giorno, ma anche il desiderio di sperimentare e cambiare. Anche per questo la regola dell’undici che vince e non si cambia potrebbe subire un’eccezione persino dopo un 7-0. La pazza idea del Ct è Nico Williams, ventenne con sole 4 apparizioni in nazionale. Come riporta Marca, Lucho lo ha provato negli ultimi giorni sulla stessa fascia con il rientrante Carvajal. Al momento però Ferran Torres, Olmo e Asensio restano favoriti nel tridente d’attacco. Non si cambia a centrocampo, dove il blocco blaugrana per ora è l’unica certezza di formazione. Busquets fa il veterano e coltiva il sogno di diventare l’unico spagnolo a vincere due mondiali. Ai suoi lati i ragazzi terribili, Pedri e Gavi.

Qualche cambio in difesa, oltre al già citato Carvajal. Contro Muller e compagni, Rodri non agirà nei quattro. Spazio quindi ad Eric García e Laporte a protezione di Unai Simon. Con Sane in condizioni tutt’altro che ideali, Flick conferma Havertz, Musiala, Gnabry alle spalle di Müller. Il Ct si è reso protagonista di un altro incidente diplomatico con la Fifa dopo il caso One Love. Alla conferenza stampa, si è presentato da solo e senza calciatori. Un’irregolarità giustificata col desiderio di far riposare i giocatori (la sala stampa dista due ore di macchina dalla sede del ritiro) e che costerà una multa. La Federazione spera di pagarla col sorriso dopo una vittoria. Qualsiasi altro risultato avvicinerebbe inevitabilmente le porte della seconda eliminazione consecutiva ai gironi dopo Russia 2018.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio