L’ex bambino di USA 1994 sogna la gloria in Qatar. Rigobert Song e il Camerun all’esame Svizzera

Rigobert Song - Foto Liotier CC BY-SA 3.0

Non c’è mai stato un divario di età tra compagni di nazionale in un Mondiale tanto largo come quello tra l’allora 17enne Rigobert Song e il 42enne Roger Milla a Usa 1994. Oggi il primo è il Commissario tecnico del Camerun in Qatar, l’altro è il suo tifoso numero 1. Sullo sfondo c’è Samuel Eto’o che dal 2021 è il presidente della Federazione calcistica del Camerun e che Song l’ha scelto e protetto. Alla vigilia dell’esordio in Qatar, i Leoni Indomabili appaiono davvero come un unico fronte compatto, in cui ogni componente sembra remare nella stessa direzione. Un primo tassello per il Mondiale l’hanno messo proprio Song ed Eto’o nel convincere Eric Maxim Choupo-Moting ad accettare la chiamata. “Samuel ha parlato con lui e l’ha rassicurato. Parlandoci si persona ha fatto in modo che sia lui che tutto il suo entourage si sentano bene quando il giocatore viene in nazionale. Choupo-Moting è un ottimo attaccante, una colonna dei Leoni Indomabili. Il paese ha bisogno che lui sia al massimo per le prossime sfide che ci attendono”, ha detto qualche mese fa Song.

Quella del Ct del Camerun è una bella storia. Basterebbe la qualificazione agli ottavi – o magari ai quarti come ad Italia 90 – per trasformarla in una favola. Nel 2016 l’ex difensore di Salernitana, West Ham e Galatasaray ha avuto un ictus mentre si trovava nella sua casa di Odza. Le sue condizioni erano subito apparse gravi, ma ne uscì. Oggi guida da tecnico la nazionale che ha difeso 137 volte (recordman di presenze) in campo e con cui ha giocato quattro volte il Mondiale. La quinta partecipazione sarà in panchina. Tutte le nazionali africane in gara in Qatar hanno un Ct africano. Non accadeva dal 1978, quando di selezioni africane ce n’era una soltanto, la Tunisia. Ora Rigobert Song, ma anche Aliou Cissè, Jalel Kadri, Hoalid Regragui e Otto Addo vogliono fare la storia. Un capitolo però l’hanno già scritto.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio