Ecco Raul Jimenez, due anni dopo la frattura al cranio: in campo (sempre con Oliver) per il Messico

Messico Messico - Foto LiveMedia/Sebastian El-saqqa/DPPI

Il Messico va agli ottavi se batte l’Arabia Saudita e la Polonia fa lo stesso con l’Argentina. Se batte l’Arabia Saudita con tre gol di scarto, Argentina e Polonia pareggiano e l’Albiceleste è dietro per gol segnati. Se poi vuole stare tranquilla, servirebbe una vittoria con quattro o più gol di scarto, ma si parte da un principio: il Messico ha un solo risultato ed è la vittoria – meglio se larga – nell’ultima giornata del gruppo che si è rivelato il più equilibrato del Mondiale. Merito di un’Arabia Saudita che ha sconvolto il mondo con la vittoria a sorpresa su Messi e compagni all’esordio, ma che al momento della prova del nove è caduta sotto i colpi di Robert Lewandowski. Servono i gol, ma il Messico fin qui non ne ha segnato neanche uno. Anche per questo contro l’Arabia Saudita potrebbe scoccare il momento del veterano, fin qui lasciato in panchina. Pur non essendo al meglio (una pubalgia lo ha tenuto fuori a lungo) Raul Jimenez sembra intenzionato a trascinarsi sulle spalle la nazionale come ha fatto altre 100 volte in passato. Sono 30 i gol in carriera con el Tri, 22 in meno del top scorer Javier Hernandez, escluso ormai da anni per via di presunti dissidi con lo spogliatoio. Ora il peso dell’attacco è sulle spalle di Jimenez, che scende in campo due anni esatti dopo la terribile frattura al cranio in uno scontro con David Luiz in un Arsenal-Wolves. L’arbitro di quel match fu Michael Oliver, designato al fischietto, ironia della sorta, per Messico-Arabia Saudita.

Non è un momento facile per Jimenez. Da un lato c’è il desiderio di essere protagonista in nazionale. Dall’altro, Julen Lopetegui, neo tecnico dei Wolves, lo ha avvertito: “La priorità al club”, con un riferimento al fatto che il giocatore in campionato non gioca dallo scorso 31 agosto. Solo tre presenze in Premier, una in Coppa di Lega con un gol. Troppo poco, anche se la voglia di segnare il primo gol in un Mondiale, dopo essere stato all’ombra per una vita del Chicharito, è troppa. Primo tifoso sarà Saul ‘Canelo’ Alvarez. Il pugile campione del mondo di quattro classi di peso ha sputato odio su Leo Messi dopo un video che ritrae la Pulce calciare accidentalmente una maglia del Messico. A ricomporre il caso ci ha pensato Andres Guardado: “Conosco la persona che è Leo. Forse Canelo non capisce le dinamiche di uno spogliatoio. Sbagliato vedere polemiche, tutti noi lasciamo le magliette sudate a terra“, ha detto il centrocampista del Betis. Anche la più sterile delle polemiche è alle spalle in un girone di fuoco fino all’ultimo.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio