Dybala e nonno Boleslaw. Argentina-Polonia è la sua partita, ma vede la panchina

Paulo Dybala Paulo Dybala - Foto LiveMedia/Phs Agency/PHS

È la sua partita, ma con ogni probabilità non la giocherà. Un pensiero a nonno Bolesław Paulo Dybala deve averne fatto più di uno nella settimana di Argentina-Polonia. Nato a Krasniow, a pochi chilometri da Cracovia, dribblò la guerra ed emigrò nella Pampa, in Argentina con tanta paura e pochi soldi. La scelta sulla nazionale di Paulo non è mai stata in discussione, ma il ruolo della Joya nella Scaloneta oggi è profondamente in discussione, anche se Scaloni lo ha aspettato fino all’ultimo, regalandogli la tranquillità necessaria dal giorno 1 dopo quelle lacrime di Roma-Lecce. “Sta bene, se non gioca è per una decisione mia”. Tradotto: Dybala sta in panchina, e non entra a gara in corso, per una scelta tecnica. Di Maria e Lautaro sono intoccabili nel tridente e di Messi neanche a parlarne. Paulo aspetta il suo turno, ma per adesso deve limitarsi a fare il tifoso come sta facendo negli spogliatoi e in panchina. Scaloni si prepara a confermare quasi totalmente l’11 che ha battuto il Messico. Non si tocca, come detto, il tridente d’attacco, mentre a centrocampo non mancano i ballottaggi. Guido Rodriguez va verso l’esclusione, mentre Paredes è in svantaggio su Enzo Fernandez. Sicuri di un posto De Paul e Mac Allister. Due dubbi in difesa: Montiel (diffidato) o Foyth e Martinez o Romero. Ballottaggi da vigilia, ma che potrebbero essere sciolti anche solo poche ore prima contro la Polonia del bomber più pericoloso.

Robert Lewandowski si è sbloccato e può affrontare la gara decisiva con la tranquillità di chi di gol pesanti ne ha segnati in quantità. Nel girone più equilibrato, Argentina e Messico devono vincere. Ma possono anche permettersi di pareggiare o persino perdere (nel caso dei polacchi) ma in quel caso il discorso sarebbe delegato alla differenza reti o alla classifica dei gol segnati, con un occhio all’altra gara tra Arabia Saudita e Messico. Il discorso primo posto è fondamentale, perché la seconda dovrà vedersela contro la Francia agli ottavi. Gli occhi per ora, più che su Mbappè, saranno puntati ancora su Leo Messi che vuole allungare il numero di gol (2) rispetto Cristiano Ronaldo (1). La Pulce prova ad aggrapparsi a tutto. Un tiro dalla distanza, un tap in, o persino un rigore. Di fronte c’è lo specialista: Wojciech Szczesny ha parato tredici degli ultimi trentotto rigori calciati contro di lui dal 2018 ed è uno dei due portieri (l’altro è Alisson) dopo 180′ ad aver mantenuto la porta inviolata in Qatar. Lo juventino proverà a ripetersi contro il compagno di oggi Angel Di Maria e quello di ieri Paulo Dybala, che aspetta una chance ma che rischia di rimandare il primo appuntamento contro la Polonia di suo nonno.

About the Author /

Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio