Australia al test Tunisia. Tocca agli ‘italiani’ Hrustic e Karacic dopo il no di Volpato

Jackson Irvine Jackson Irvine, Australia - Foto LiveMedia/Jean Catuffe/DPPI

Compatta in difesa la prima. Limitata, ma con qualche spunto interessante la seconda. Tunisia contro Australia per una gara da dentro o fuori nel gruppo D dei Mondiali di Qatar 2022. La nazionale di Kalel Kadri ha pareggiato all’esordio contro la Danimarca, mentre gli oceanici dopo il gol dell’illusione sono stati travolti sotto i colpi della Francia di Mbappè e Giroud. La sconfitta per 4-1 è stata giusta, ma comunque fin troppo pesante sulla reale valutazione dell’Australia. La squadra di Graham Arnold, pur perdendo rovinosamente, ha mostrato una chiara identità di gioco, anche se la qualità è il grosso limite. Anche per questo il commissario tecnico dei Socceroos aveva provato fino all’ultimo a convincere senza successo Cristian Volpato, il trequartista 19enne della Roma che ha stregato Mourinho e che ha firmato il gol e assist vittoria contro il Verona. Il talentino classe 2003 – che ieri ha confermato di voler aspettare gli azzurri perché si sente “più italiano che australiano” – ha quella qualità che all’Australia manca sulla trequarti.

Rispetto al match con la Francia, Arnols si affiderà ad un altro italiano. Si chiama Ajdin Hrustic, gioca nell’Hellas Verona ed è arrivato in estate dall’Eintracht. Ha giocato cinque delle prime sei partite, ma la brutta prestazione contro il Milan lo ha fatto cadere nelle gerarchie, mentre l’infortunio alla caviglia ha fatto il resto. Da quel momento il lungo recupero, fino al Mondiale. Classe 1996, venti presenze e tre gol in nazionale, Hrustic dovrebbe partire dal 1′ contro la Tunisia ed è pronto ad aggiungere quella qualità che contro la Francia è mancata. L’altro ‘italiano’ in campo potrebbe essere invece Fran Karacic, che gioca al Brescia e che dovrà sostituire l’infortunato Atkinson. Fin qui ha servito due assist nel campionato cadetto. Le sorti dell’Australia saranno anche sulle sue spalle.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio