Milan, ecco Leonel Vangioni: dalla conquista del Sud America alla Serie A

Leonel Vangioni

“Vangioni si unirà a noi a luglio, ha già superato le visite mediche in Argentina con un medico del nostro staff”, con queste chiare parole Adriano Galliani ha svelato ieri, prima del calcio di inizio di Milan-Genoa, il primo rinforzo per la prossima stagione. Corteggiato a lungo, ad un passo dall’approdo al Diavolo già nella finestra di mercato di gennaio, Leonel Vangioni indosserà la maglia rossonera solamente dopo la scadenza del contratto che lo lega al River Plate.

Ma, esattamente, chi è Vangioni? Classe 1987, è un vero e proprio jolly per la corsia di sinistra. Riprendendo ancora una volta le parole di Galliani, “ottimo in fase di spinta, un po’ meno in fase difensiva. Ricorda un po’ Serginho, occorrerà fare lo stesso lavoro per “educarlo” nell’uno contro uno”. Sì, perché l’argentino nasce effettivamente come esterno alto, ruolo in cui ha militato per tutta la prima parte di carriera, iniziata nelle giovanili al Riberas de Paranà (squadra della sua città e club in cui ha dichiarato di voler chiudere la carriera), proseguita al Newell’s Old Boys dal 2006 al 2012 con 167 gettoni, sino ai “Millionarios” del River,  in cui ha fatto il suo esordio nel febbraio del 2013 sotto la guida di Ramon Diaz, il primo tecnico ad utilizzarlo con costanza qualche metro più indietro, come terzino.

Vangioni, che ha esordito anche nella selecciòn di Maradona nel 2009, è soprannominato “El Piri”, nomignolo ereditato dal padre (e agente) chiamato “Pirincha”.  Il presidente del River Rodolfo D’Onofrio ha rivelato che già nel 2015 per Leonel aveva ricevuto un’offerta per un milione di euro ma il club ha preferito trattenerlo per poterlo schierare in Copa Libertadores. Mai scelta fu più azzeccata, considerando il trionfo dello scorso anno, il terzo nella storia per i “Millionarios” e la fine di un incubo dopo la retrocessione del 2011. E Vangioni è stato uno dei protagonisti della finale: la squadra argentina ha travolto infatti i messicani del Tigres per 3-0 e sulla rete che ha aperto le marcature c’è proprio lo zampino di Leonel, autore del cross per la zuccata vincente di Alario. Un successo che ha profondamente segnato il mancino di Villa Constitucion, tanto da tatuarsi il trofeo sul polpaccio destro e sbeffeggiare i rivali storici del Boca con uno striscione sul bus scoperto durante i festeggiamenti che recitava “Mirala por FOX” (canale che trasmette le partite di Copa, scritto con lettere colorate in giallo e blu). Restando in tema milanista,  un gesto “alla Ambrosini”…

Astio nei confronti degli “Xeneizes” spesso venuto a galla nei durissimi confronti sul campo tra River e Boca. Per due volte Vangioni si è reso protagonista in negativo con durissime entrate su Martinez ma soprattutto Pavon, costretto ad operarsi al quinto metatarso del piede sinistro e restare ai box per due mesi, non accettando le scuse dell’avversario e accusandolo pubblicamente di aver commesso il fallo in malafede.

Insomma, non è di sicuro l’agonismo che manca al futuro acquisto rossonero, anzi: in 110 presenze con la maglia del River Plate ha collezionato trentuno cartellini gialli e un cartellino rosso, oltre a 5 gol e 7 assist. Ci sarà tanto da lavorare, anche se Leonel approderà a Milanello nel pieno della sua maturità calcistica (spegnerà 29 candeline il 5 maggio) e con esperienze a livello internazionale decisamente importanti (titolare sia in Copa Libertadores che nel Mondiale per Club, perso solamente in finale contro gli alieni del Barcellona). Il Milan avrà, come detto prima, comunque un’arma in più dalla prossima stagione, un jolly duttile per ricoprire diverse posizioni, sia come terzino che come esterno alto, ruolo attualmente ricoperto da Bonaventura che potrebbe, eventualmente, cambiare fascia dando più soluzioni tattiche a Mihajlovic (o chi per lui), sfruttando la sua grandissima facilità di corsa per gli inserimenti e l’ottimo mancino sia in fase di cross che di finalizzazione. Vangioni, che possiede il passaporto italiano evitando così di occupare un posto in rosa riservato agli extracomunitari, ha dichiarato di sentirsi pronto per la nuova esperienza in Europa: “Conosco bene la Serie A, la seguo spesso in tv e il Milan mi è molto simpatico”.  Non resta che attendere la prossima estate per testarlo sul campo, probabilmente già in un’amichevole organizzata dalle due società per permettere al River di ricavare qualcosa per la “cessione” dagli incassi dell’evento.

L’autore: /

Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia