Minacce di morte a giocatori e dirigenti del Seregno: “Non rivedrai tuo figlio”

Il pallone della Serie A Tim 2017-2018 - Foto Antonio Fraioli

Una vicenda sconcertante”. Non usa giri di parole il presidente Lega Pro Francesco Ghirelli. Il portiere, il vice presidente e altri due giocatori del Seregno (Serie C) hanno denunciato di aver subito aggressioni e minacce di morte. Episodi confermati anche da Davide Erba, ex presidente del Seregno, il quale ha deciso qualche settimana fa di vendere la squadra. “Indagherà la magistratura sulle motivazioni delle aggressioni e delle minacce, è iniziato tutto da quando ho annunciato di avere intenzione di vendere la squadra – ha spiegato Erba – Ci sono state minacce di morte al portiere, al vicepresidente, due giocatori sono stati picchiati da altri due ragazzi ed è stato mandato un pugile al campo a minacciare, ci sono le querele e io procederò a breve. Addirittura, davanti a testimoni, al portiere è stato detto che non avrebbe rivisto il figlio piccolo”.

Secondo Erba il presunto mandante sarebbe l’ex direttore generale della società Ninni Corda, sospeso nelle scorse ore. “Quando ho capito che stavano succedendo queste cose, ho provveduto a licenziarlo, ora capisco perché ci sono stati 250 mila tesserati in meno nel calcio nell’ultimo anno, è diventato un ambiente dal quale stare lontani e io sono stufo”.

Puntuale la replica dell’ex dg: “Apprendo con stupore che l’opera di autodistruzione del signor Erba coinvolge anche la mia persona. In merito alle accuse rivolte alla mia persona, sono false e prive di fondamento. In 25 anni di carriera tra allenatore e dirigente non ho mai minacciato di morte nessuno , pur essendo entrato in contatto negli anni con almeno 2000 giocatori. Per tutto ciò ho dato mandato ai miei legali di denunciare in tutte le sedi il signor Erba per diffamazione a mezzo stampa, e sono disposto in ogni sede a parlare del metodo Erba. Più che altro il signor Erba si dovrebbe piuttosto preoccupare della grave situazione prospettata a me tramite sms, whatsapp ed email nelle scorse settimane”.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio