INTERVISTA – Vincenzo Pincolini: “Con i giovani bisogna avere pazienza”

Il suo nome è legato a filo doppio a quello di Arrigo Sacchi, con cui, dopo il periodo iniziale di Parma, ha costruito la macchina perfetta del primo Milan vincente dell’era Berlusconi. Vincenzo Pincolini, classe 1954, originario di Fidenza (Parma) è uno dei preparatori atletici più conosciuti al mondo, avendo lavorato oltre in molte squadre di livello assoluto sia in Italia che all’estero. In Nazionale maggiore ha seguito Sacchi nell’avventura al Mondiale di USA ’94 ed attualmente collabora con il settore delle Nazionali Giovanili. In questa intervista, Pincolini ripercorre in maniera genuina le tappe della sua carriera, iniziata tra gli ostacoli della pista come atleta e proseguita ben presto come preparatore (“ho smesso di gareggiare quando un mio atleta, Riccardo Trevisan, iniziò ad andare molto più forte di me”).

Dai ricordi al suo ingresso nel mondo del pallone (“al calcio, dal punto di vista della preparazione atletica mancava tutto”) all’esperienza esaltante nel Milan (“Berlusconi sapeva fare la differenza”), attraverso i ricordi dei suoi campioni (“Atleticamente Ruud Gullit era pazzesco, ma che rimpianto per Gigi Lentini, avrebbe potuto fare una carriera completamente diversa”) ed aneddoti divertenti (“La mamma di Ancelotti, spaventata per come era dimagrito, gli fece portare le uova in ritiro”), fino al pensiero per i giovani calciatori (“Non devono stancarsi di finire sul giornale perché giocano bene. Con loro bisogna aver pazienza perché la passione ce l’hanno. E’ ciò che sta intorno che può rovinarli”).