Inter, Spalletti e la polemica con il Corriere della Sera: “Nerozzi forse è l’erede di Gianni Brera”

Luciano Spalletti - Foto Antonio Fraioli

Lasciamo stare in pace a Nerozzi, forse abbiamo trovato l’erede di Gianni Brera“. Duro attacco di Luciano Spalletti al termine della conferenza stampa alla vigilia di Inter-Bologna. Il tecnico nerazzurro ha risposto duramente all’articolo del Corriere della Sera a firma di Massimiliano Nerozzi, giornalista che aveva riportato uno scoop secondo il quale Spalletti avrebbe definito l’ambiente interista “folle” con una società che non spende, in una chiacchierata con alcuni tifosi della Roma. Spalletti si è rivolto ai giornalisti milanesi dicendo: “Vi ho visti poco pronti, vi ha anticipato il Nerozzi di Torino: lui ha provato a dar una svolta alla sua carriera. Secondo me l’ha fatto per mettersi al pari delle grandi firme del giornalismo italiano. E secondo me non sarà facile, perché ci vuole cuore e verità e lui nel suo pezzo ne ha messo ben poco“.

L’allenatore dell’Inter ha analizzato i passaggi dell’articolo del CorSera: “E’ un articolo dove troppe cose, per non dire tutte, non vanno bene. Io non mi devo assolutamente giustificare con nessuno perché non ho niente da dire in funzione a quello che è successo. Quello che non mi va bene è che mi sembra che sia stato detto come  punto importante il fatto che nella mia società non spendono e l’ambiente è ad un passo dalla follia. Questa è assolutamente una frase che non si accetta, perché posso leggerci solamente la volontà di farci male, creata ad’arte per far si che esca una frattura fra me, società e ambiente: questo è inaccettabile“. Infine Spalletti chiude: “In quell’articolo son stati riportati solamente 5 minuti di un’ora di chiacchierata. Io per queste cose ne ho sempre parlato in conferenza. Ho sempre detto che bisogna star dentro dei parametri ed ho sempre fatto chiarezza. Si deve redarre un’analisi perché ci sono dei paletti entro i quali bisogna stare“.

Il VIDEO delle parole di Spalletti:

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Nato ad Oristano il 2 aprile 1994. Dalla Formula 1 al calcio, passando per tennis, sci alpino e NHL: semplicemente un malato di sport con tanti sogni nel cassetto.