Infortunio Zaniolo, Piazze (AIFI): “Non aumentiamo la pressione per velocizzare il ritorno”

Nicolò Zaniolo infortunio Roma-Juventus L'infortunio di Nicolò Zaniolo in Roma-Juventus 2019/2020 - Foto Antonio Fraioli

Il consiglio alle società, ma anche ai media, è quello di non aumentare la pressione per abbreviare il ritorno in campo“. Andrea Piazze, presidente del Gruppo di Interesse Specialistico in Fisioterapia Sportiva di AIFI, l’Associazione italiana fisioterapisti, predica calma nella lotta contro il tempo di Nicolò Zaniolo. Il giovane talento della Nazionale ha da poco subito la rottura del legamento crociato anteriore durante il corso di Roma-Juventus. Tutto il calcio italiano si è stretto intorno a Nicolò nella speranza che l’azzurro recuperi rapidamente per poter partecipare a Euro 2020. Ma il recupero rapido da un infortunio così importante negli ultimi anni è stato spesso incentivato da alcuni aspetti burocratici. “Le società sportive di serie A, B e C hanno un contratto di lavoro collettivo che prevede la possibilità di licenziamento del tesserato da parte del datore di lavoro ai 6 mesi e 1 giorno di malattia del dipendente – spiega Piazze – Quindi i calciatori professionisti hanno sulla loro testa una vera e propria spada di Damocle ed è sempre più frequente vedere giocatori che rientrano in campo dopo 4 mesi e mezzo, 5 mesi: quindi in tempi che assolutamente non bastano e sono molto in anticipo rispetto alle fasi più adeguate di recupero da infortuni gravi. Infatti un rientro allo sport, specialmente in quelli di contatto, dopo lesione al legamento crociato anteriore avviene in sicurezza sui 9-12 mesi: c’è una chiara differenza tra quello che è consigliabile dal punto di vista scientifico e quello che poi avviene nella pratica, devo dire soprattutto in Italia“.

E Piazze sottolinea: “Il giocatore che rientra prima degli altri ‘comuni mortali’ lo fa esclusivamente per fattori ambientali esterni come possono essere il contratto, la pressione del club e dei media, perché non esistono panacee e miracoli che possano ridurre i tempi di recupero: che una persona si chiami Nicolò Zaniolo o si chiami Mario Rossi, il ginocchio reagisce organicamente nello stesso modo. Semmai può avere delle performance diverse e può avere bisogno di una maggiore assistenza, potendo dedicare più tempo agli allenamenti e avendo una capacità motoria diversa“. Infine sul possibile recupero per gli Europei: “I tempi di recupero sono compatibili. Certo, Zaniolo avrà un super lavoro da fare. Il puzzle del recupero di Zaniolo sarà multifattoriale e verrà completato con mille pezzi da 4-5 persone, mentre per ciascuno di noi bastano 50 pezzi messi a posto da una sola persona“.