Celtic-Milan 1-3, Pioli: “Abbiamo dimostrato di non essere una squadra normale”

Stefano Pioli - Foto Antonio Fraioli

“E’ stata una partita che abbiamo condotto bene, nel secondo tempo siamo stati meno precisi tecnicamente e abbiamo rischiato qualcosina. Era molto importante dimostrare di non essere una squadra normale, che dimostra meno stimoli dopo una vittoria così voluta come quella del derby”. Lo ha detto Stefano Pioli dopo il 3-1 del suo Milan sul campo del Celtic per il primo turno della fase a gironi di Europa League. I rossoneri sono in striscia di risultati utili da 21 partite. “Tutti stiamo lavorando in un’unica direzione da più tempo: staff, area tecnica, giocatori si sentono parte integrante di questo ambiente – spiega il tecnico rossonero a Sky Sport – Dobbiamo crescere e migliorare in tante situazioni, il segreto parte dalla proprietà che ha confermato il lavoro dello scorso anno e i calciatori importanti. A Milanello stiamo bene e cerchiamo di sfruttare ogni momento per crescere”.

Pioli sa che arriveranno momenti più difficili ma non è preoccupato. “Siamo una squadra giovane ma iniziamo ad avere personalità importanti. Fino a oggi abbiamo pensato che la prossima partita è quella più difficile e importante, continueremo così. Con la Roma sarà un altro bel test, vogliamo continuare questo percorso. Dobbiamo arrivarci con grande rispetto, nel reparto offensivo hanno qualità importantissime – prosegue – Scudetto? La qualità dei giocatori fa la differenza, più alzeremo le prestazioni e più avremo possibilità di vincere. Sappiamo dove arrivare, credo che ci siano tre o quattro squadre più forti sulla carta ma è anche vero che i pronostici non scendo in campo”, conclude Pioli.

About the Author /

Classe 1992, studente di Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio con il sogno del giornalismo. Amo lo sport a 360°, anche perché il mio paesino da 17.000 abitanti ha cresciuto un calciatore di Serie A e della nazionale come Legrottaglie, una medaglia olimpica di volley come Mastrangelo, e l'ormai certezza della marcia Palmisano. E poi ci sono io, mancato numero 1 Atp, cui rimedio sproloquiando come redattore anche su Tennis World Italia