Coppa Italia

La Lazio sbanca San Siro e vola in finale, Milan sconfitto di misura

Joaquin Correa
Joaquin Correa - Foto Antonio Fraioli

La semifinale di ritorno di Coppa Italia offre una intensa sfida fra Milan e Lazio a San Siro, che completa l’andata terminata 0-0 a Roma. Il match, conclusosi 0-1 in favore degli ospiti, ha offerto un godibile match con due compagini attente a non subire ripartenze sanguinose, ma non timorose in proiezione offensiva. La Lazio vola in finale, meritando la vittoria sul piano del gioco, superando di misura un Milan con parecchi demeriti dei singoli e tattici. Nel corso del primo tempo le due squadre si attendono, tentando di trovare i momenti giusti per agire efficacemente: il Milan si affida a sporadiche ripartenze, mentre la Lazio prova a costruire a partire dalla propria metà campo per poi accelerare repentinamente con i propri effettivi avanzati. Ad un quarto d’ora dall’inizio Milinkovic Savic accusa un problema al ginocchio che lo costringe ad uscire dal campo in lacrime: subentra Parolo. La prima vera occasione del match capita con la Lazio pericolosa con un fraseggio stretto fra Luis Alberto e Correa, con conclusione di quest’ultimo centrale. Il Milan risponde due minuti dopo con un mancino da fuori di Calabria, che impensierisce Strakosha, costretto a respingere in angolo. Le due squadre continuano a studiarsi, cercando la soluzione giusta per sorprendere le rispettive retroguardie: la Lazio riesce con maggiore continuità ad attaccare in velocità palla al piede e sul finire di tempo solo un superlativo Reina nega la gioia del gol a Correa da posizione ravvicinata. Il secondo tempo inizia con asfissiante pressing offensivo laziale, che prima sfiora il gol, al 52°, con un colpo di testa di Bastos sugli sviluppi di un corner e poi colpisce sei minuti dopo in contropiede grazie ad uno straordinario Correa, che raccoglie l’assist di Immobile e sigla una fondamentale marcatura per lo 0-1.

Il Milan prova un forcing offensivo, che risulta velleitario, confuso, disordinato, con l’unica azione potenzialmente pericolosa di Cutrone, che si vede annullato un gol per evidente fuorigioco su delizioso assist di Suso. La Lazio prova e riesce ad addormentare il match, girando bene palla e sprecando due nette occasioni da gol con Luis Alberto e Immobile poco lucidi a tu per tu con Reina. La partita si spegne senza ulteriori sussulti, con il trionfo laziale e la compagine guidata da Simone Inzaghi che vola in finale in attesa di scoprire l’avversaria fra Atalanta e Fiorentina che si affronteranno nello scontro di domani. Il Milan vanifica una ghiotta occasione per giocarsi una prestigiosa finale, tra l’altro, da favorita e protagonista e cede ad una Lazio non dominatrice, ma di sicuro più pragmatica e propositiva. L’uomo partita è di certo stato Joaquin Correa, il quale grazie alla sua tecnica individuale sopraffina ha guidato praticamente tutte le azioni potenzialmente pericolose della sua squadra, unendo indiscusse qualità e intelligenza critica nelle scelte, tatticamente, tutte ineccepibili. Correa ha dato in questa partita e, in toto, in questa stagione, una marcia in più in quelle situazioni in cui i compagni d’attacco si sono dimostrati carenti o prevedibili, decisamente offrendo imprevedibilità ed estro: creativo.

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