Roma piange di gioia stasera: nel segno di Zaniolo, Mourinho conquista anche la Conference League

Nicolò Zaniolo Nicolò Zaniolo - Foto Antonio Fraioli

Roma piange stasera. Di gioia, colorandosi di giallorosso. Dopo quattordici lunghissimi anni ecco un trofeo da alzare, è passata un’eternità. Serviva Mourinho, serviva una coppa nuova di zecca non certamente di livello altissimo, serviva superare i gironi in modo tumultuoso, mollare la corsa Champions in campionato e dai quarti in avanti puntare forte su questo trofeo. Snobbato, la cui ideazione è forse ingiustificata, ma che nella bacheca non ricchissima dei capitolini farà la sua bella figura. E’ una coppa europea, e già questo basta a dar lustro. E’ la prima coppa europea di una squadra italiana dopo dodici anni, l’ultima la Champions di Mourinho con l’Inter. Lo Special One come il benefattore dell’Italia. A Tirana in una partita non entusiasmante contro un Feyenoord che si dimostra inferiore ci pensa Zaniolo a deciderla con una piccola perla. In una stagione estremamente deludente, è il grande riscatto per l’attaccante spezzino sul quale Mourinho ha deciso di puntare dopo alcuni tentennamenti. Ripagato in Albania. E a Roma per tutta la notte possono partire i grandi festeggiamenti.

Piange pure Mourinho. A fine partita, dopo undici mesi da romanista, porta subito una grande gioia ai giallorossi. In una partita che, francamente, spostava tanto sul giudizio. Visto che in campionato l’obiettivo dichiarato era stato fallito e che in Coppa Italia l’uscita di scena ai quarti non è certo encomiabile. Ma in Conference League, nonostante degli incidenti di percorso, su tutti il 6-1 subito in casa del Bodo Glimt, evitando almeno il secondo posto nel girone e lo spettro degli spareggi da giocare. Poi, però, come del resto anche nei confini domestici, la squadra ha fatto un upgrade importante. E’ diventata squadra. E stasera scrive una pagina di storia. Un trofeo che dà grande autostima, fa festeggiare un’intera città, può essere un punto di partenza verso palcoscenici ancora più importanti. Step by step, a cominciare dall’Europa League da giocare il prossimo anno, con l’obiettivo di tornare in Champions League. Solo Mourinho, Trapattoni e Ferguson hanno vinto dei trofei europei in tre diverse decadi. Solo Mourinho e Trapattoni hanno vinto tutte le coppe europee che potevano vincere durante il loro periodo di attività. Special One non per caso.